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Salvini voleva le dimissioni di Lamorgese ma ora si accontenta di mettere Rixi al posto di Durigon

Il Capitano rinuncia a fare la guerra alla ministra dell’Interno. E prepara la successione all’interno del governo

Alla fine Matteo Salvini si arrende. Dopo l’addio alla poltrona di sottosegretario all’Economia da parte di Claudio Durigon il leader della Lega rinuncia a chiedere in cambio le dimissioni della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. E si accontenta di sostituire l’ex sindacalista dell’Ugl con Edoardo Rixi o Massimo Bitonci. La mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia è una via politicamente impercorribile per un Carroccio che così rischierebbe di mettere a rischio l’immagine di partito “di governo” che con fatica il Capitano sta costruendo dopo aver ottenuto politicamente il massimo dalla versione “di lotta”.


Salvini si arrende: niente dimissioni per Lamorgese

L’exit strategy di Salvini prevede prima un incontro a tre con il presidente del Consiglio Mario Draghi. Per sancire una pace o per lo meno una tregua dopo gli ultimi attacchi al Viminale per il rave di Viterbo e gli sbarchi. E poi la sostituzione di Durigon con un altro uomo del partito. Il Corriere della Sera scrive oggi che nel risiko di via Bellerio, i candidati sono già pronti: il veneto Bitonci, che è già stato al Mef con Conte, o l’ex viceministro Rixi, uscito ripulito dalle Rimborsopoli liguri. Draghi avrebbe chiesto nomi di persone che ci capiscono, e sia Bitonci che Rixi sembrano quelli più adatti. Entrambi nel partito vengono considerati esperti in materia e quindi arruolabili per il post Durigon. Mentre Repubblica spiega che altre ipotesi che conducono a cultori della materia come Claudio Borghi o Alberto Bagnai vengono messe in secondo piano dopo le frizioni per la loro partecipazione alla manifestazione dei No Green Pass a Roma.


«Rixi, Bitonci, sono tutti nomi validi – dice all’Adnkronos il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari – ma non so nulla, non so cosa si siano detti Draghi e Salvini, sta seguendo tutto Matteo». Intanto Durigon saluta con una lettera inviata al direttore di Affari Italiani in cui comunica l’impossibilità di partecipare alla festa di Ceglie Messapica: «Senza l’onore e l’onere di essere sottosegretario al Mef – scrive l’ormai ex sottosegretario – sono pronto ad investire tempo ed energie anche per Latina, Roma e altre battaglie. Non solo quella delle pensioni per evitare il ritorno alla legge Fornero, ma anche quella sulle cartelle esattoriali». Per lui si prepara una candidatura alla Regione Lazio per il 2023. Nel frattempo dovrà attendere.

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