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Anche Pregliasco nel mirino dei No vax: «Mi dicono ‘infame, muori!’. Ora ho paura a camminare per strada»

Il virologo ha raccontato di avere ricevuto telefonate e messaggi pieni di odio e minacce: «Con il montare di questo clima di violenza temo di essere aggredito»

L’infettivologo Matteo Bassetti, inseguito e minacciato fin sotto casa, costretto a sporgere una settantina di denunce, non è l’unico tra i medici più in vista a essere diventato bersaglio dei No vax. Anche il collega Fabrizio Pregliasco, virologo e docente dell’università Statale di Milano, ha raccontato la sua esperienza fatta di telefonate, mail con insulti e sms anonimi con minacce e frasi d’odio. «Si va da ‘infame’ a ‘figlio di pu***na muori!’ per citarne qualcuno», ha raccontato Pregliasco all’Adnkronos. «Finora per fortuna non ho mai subito aggressioni, chi mi ha riconosciuto per strada mi ha sempre fermato per darmi attestati di stima, ma adesso, con il montare di questo clima di violenza, ho paura che qualcuno si avvicini fingendo di salutarmi e invece mi aggredisca fisicamente. Insomma diciamo che mi guardo le spalle con un’attenzione diversa, sicuramente con più timore».


Pregliasco: «Di fronte a certe persone mi sento impotente»

A proposito di messaggi d’odio, spiega ancora il virologo, «me n’è appena arrivato uno – riferisce in diretta – dove appare una foto del processo di Norimberga alla quale sono stati cambiati i volti e sovrapposti con quelli di noi virologi, infettivologi e colleghi. Devo dire che hanno anche fantasia!». «Credo che tra il popolo dei contestatori e degli odiatori si inseriscano persone che, non dico lo facciano per mestiere, ma lavorano per alimentare i dubbi di chi non sarebbe neanche No vax convinto». Il problema rispetto a questi ‘odiatori’, continua Pregliasco, «è che c’è uno zoccolo duro di soggetti totalmente impermeabili a qualsiasi discussione, ai quali noi possiamo mostrare tutti gli articoli scientifici possibile ma per loro sono tutti taroccati. Ecco, di fronte a queste persone si respira un po’ di impotenza. E non è facile».


Le testimonianze di Galli e Ricciardi

Anche Massimo Galli ha raccontato di avere ricevuto minacce: «Ho avuto attacchi poco piacevoli ma non me ne sono voluto curare più di tanto. Non ne ho mai voluto parlare per non suscitare interessi di emulatori. Non mi fa piacere confrontarmi con queste realtà». Walter Ricciardi aggiunge: «Sin dall’inizio della pandemia abbiamo ricevuto minacce di tutti i tipi. Questo non ci allontana dalla responsabilità che abbiamo di tutelare la sanità pubblica e la stragrande maggioranza degli italiani che sono persone per bene. Tutti quanti noi siamo sempre stati oggetto di minacce e pressioni. Ultimamente, però, si sono intensificate in conseguenza di una ‘organizzazione’, visto che la chat di Telegram ha sommato 41mila persone in cui c’è un vero e proprio appello a delinquere».

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