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Il «chiedo scusa, ma…» di Francesca Donato alla famiglia del medico vaccinato e deceduto per Covid

L’eurodeputata leghista sostiene di essere stata fraintesa e strumentalizzata per il suo tweet, confermando però le sue critiche all’invito a vaccinarsi contro la Covid

Un medico è deceduto per Covid nonostante fosse completamente vaccinato. Queste due sole informazioni erano state diffuse in un tweet del 5 settembre dell’eurodeputata Francesca Donato, condividendo un articolo dove veniva spiegato che l’uomo soffriva di altre patologie. L’eurodeputata, oltre ad omettere il fatto che l’infezione abbia peggiorato le già presenti condizioni cliniche del medico, si era rivolta contro la dichiarazione pro vaccino della famiglia ritenendola «credibile quanto una barzelletta». Il tweet è stato successivamente rimosso dall’eurodeputata il 9 settembre, sostenendo di essere stata fraintesa e strumentalizzata. L’eurodeputata si era scusata via Twitter, rispondendo al tweet di Anna Ditta, figlia del medico: «Non intendevo affatto offendere lei né la sua famiglia e tantomeno speculare sulla perdita di suo padre. Ero scettica rispetto al fatto che nel momento del lutto ci teneste a consigliare il vaccino a tutti. Mi scuso se comunque l’ho offesa e le porgo le mie sincere condoglianze».


Le scuse alla famiglia sono giunte anche tramite un video pubblicato sulla propria pagina Facebook il 10 settembre, contestando ulteriormente l’utilità dei vaccini anti Covid-19 e riportando un’altra notizia non veritiera per sostenere le sue tesi.


«Ho fatto una battuta, mi dispiace»

Francesca Donato riteneva «poco credibile» la dichiarazione presente nell’articolo di Quotidiano di Sicilia che riportiamo di seguito:

La famiglia del medico Leonardo Ditta, fa sapere che “anche se il vaccino (era stato vaccinato con doppia dose Pfizer a gennaio) in questo caso non è bastato a evitare le conseguenze peggiori, la vaccinazione resta l’arma fondamentale per combattere questa malattia e invita tutti a vaccinarsi per interrompere la catena del contagio”.

Di fronte a una persona deceduta per Covid nonostante la completa vaccinazione, «dal mio punto di vista», sostiene nel video l’eurodeputata su Facebook, «dichiarare che il vaccino è l’unica arma per combattere la malattia e che bisogna vaccinarsi in ogni caso per interrompere il contagio, mi sembra fuori luogo. Mi sembrava una cosa non coerente, non logica e poco credibile».

«Quindi», continua Francesca Donato, «non ritenendolo credibile, ho fatto una battuta, sicuramente forse maldestra, mi dispiace».

L’eurodeputata non credeva che la dichiarazione fosse stata pronunciata dalla famiglia, ritenendola inizialmente un’invenzione del giornalista dell’articolo pubblicato da Quotidiano di Sicilia. Una teoria che non risulta riportata nel tweet del 5 settembre, successivamente rimosso dalla stessa Francesca Donato.

Nel proseguire il suo intervento, Francesca Donato racconta che la figlia del medico, ritenendosi offesa a causa del suo tweet, si era rivolta agli organi di stampa per sostenere la veridicità della dichiarazione riportata da Quotidiano di Sicilia, prendendone atto.

Francesca Donato, dopo aver posto le proprie scuse alla famiglia Ditta e dopo le sue giustificazioni per aver contestato le dichiarazioni a favore della vaccinazione contro la Covid-19, afferma che le critiche al tweet siano giunte dopo il suo intervento televisivo a Di Martedì, la trasmissione di Floris in onda su La7. Quel che è certo è che le critiche al tweet sono giunte a seguito della reazione della figlia del medico.

L’efficacia e l’obiettivo dei vaccini

Francesca Donato non condivide il suggerimento di vaccinarsi tutti in quanto ritenuto l’unico modo per combattere la malattia e per interrompere il contagio: «Ritengo che la malattia vada curata e che purtroppo essere vaccinati, come in questo caso, non sia sufficiente per curare la malattia e per proteggere le persone».

Un virus, non solo quello della Covid, può infettare una persona vaccinata. A differenza di una persona non vaccinata, il sistema immunitario ha la possibilità di poter riconoscere il patogeno al fine di interromperne la replicazione ed evitare la malattia o la sua forma grave.

L’obiettivo dei vaccini è, infatti, quello di ridurre i rischi che si possono correre una volta infettati dal virus, ma non esiste un vaccino efficace al 100% e nessuna delle case farmaceutiche lo afferma, così come non lo affermano gli studi sui vaccini anti Covid-19.

Nel corso del 2020, durante la fase di sperimentazione dei vaccini approvati e attualmente in uso in Italia, si è sempre parlato dell’efficacia a seconda dell’età e delle condizioni cliniche delle persone. Basti pensare a chi è un soggetto a rischio per altre patologie, così come chi risulta immunodepresso.

I dati attualmente a disposizione tendono a confermare l’importanza della vaccinazione. Di fronte a un aumento dei casi, dovuti anche alla variante Delta, si è riscontrato un minor afflusso nei reparti Covid da parte persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate. Ricordiamo che non basta la sola lettura dei nuovi casi per sostenere l’inefficacia dei vaccini.

I dati a disposizione mostrano come i vaccini diminuiscano anche la possibilità di contagiare il prossimo. Una dichiarazione di Anthony Fauci, rilasciata durante un’intervista televisiva a luglio 2021, aveva fatto intendere che i vaccinati contro la Covid potessero avere la stessa carica virale dei non vaccinati. Tale notizie era stata smentita dallo stesso Fauci, il quale aveva spiegato che tale circostanza sia da considerare come “evento raro”. I CDC americani raccomandano, ad esempio e a causa della variante Delta, l’uso della mascherina da parte dei completamente vaccinati anche nei luoghi al chiuso nelle zone del Paese ad alta trasmissione del virus.

Per approfondire l’argomento vaccini, ricordiamo la nostra guida utile dove spieghiamo come bisogna comportarsi una volta completamente vaccinati.

L’ospedale romano che non è stato chiuso per Covid

Nell’affermare che i vaccini non proteggano dal contagio e dall’infezione, Francesca Donato riporta una bufala: «Basta leggere le notizie, c’è stato nei giorni scorsi la chiusura di un intero ospedale a Roma, il Sant’Eugenio, per una serie di focolai scoppiati nei vari reparti ovviamente fra medici tutti vaccinati con doppia dose». L’ospedale non è stato chiuso.

«Chiuso ospedale Sant’Eugenio per focolaio Covid tra i sanitari: erano tutti vaccinati con doppia dose», titola un articolo del 5 settembre la testata Byoblu. Nel testo, al contrario di quanto riportato nel titolo, viene specificato che risulterebbero chiusi solo alcuni reparti e non l’intera struttura.

Il 7 settembre, a seguito delle notizie diffuse dagli organi di stampa, l’Asl Roma 2 ha tenuto a precisare che la situazione era sotto controllo e che non risultano interruzione dei servizi presso la struttura: «La situazione presso l’Ospedale Sant’Eugenio non desta preoccupazione, al momento si sta completando l’indagine epidemiologica e nessuno dei positivi presenta situazioni complicate grazie alla copertura vaccinale. Se fosse accaduto un anno e mezzo fa con molta probabilità sarebbero stati ricoverati. Le misure previste dai protocolli sono scattate tempestivamente, sia per quanto riguarda le sanificazioni degli ambienti, che per il contact tracing. I servizi dell’ospedale sono tutti regolarmente funzionanti. Non c’è alcuna situazione di allarme né per i cittadini, né per gli operatori».

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