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Caos nel centrodestra a Milano, dopo l’ultimatum di Bernardo arrivano i soldi dai partiti: «Se non pagate, mi ritiro»

Fonti della coalizione del centrodestra milanese assicurano che già oggi 19 settembre saranno versati i soldi a sostegno del candidato che sfida Sala per palazzo Marino. Ma dalla Lega già avvertono che la cifra potrebbe essere più bassa di quanto si aspetta il primario

Il candidato sindaco del centrodestra a Milano, Luca Bernardo, si prepara a incassare il primo risultato dopo lo sfogo affidato a due audio su Whatsapp contro i segretari dei partiti di coalizione. In mattinata i partiti dovrebbero saldare quanto avevano pattuito per l’appoggio alla campagna elettorale, anche se come ha anticipato al Corriere della Sera il commissario milanese della Lega, Stefano Bolognini, Bernardo rischia di vedere arrivare un po’ meno di quanto sperato, circa 50 mila euro per lista. Ieri 18 settembre, i giornali hanno pubblicato la sfuriata del primario in corsa per le elezioni comunali con un chiaro ultimatum: «Se entro questa settimana non arrivano almeno per tutti i partiti 50 mila euro a testa per andare avanti con questa campagna che costa molto di più. Perché per fare bisogna spendere, per fare la campagna ci vogliono i soldi, in assoluta trasparenza e correttezza come siamo abituati sempre. Io lunedì mattina convoco una conferenza stampa e dirò che mi ritiro dalla tenzone elettorale».


Poco dopo era emerso un altro audio, in cui Bernardo non nascondeva tutto lo sconforto per le difficoltà della campagna, innanzitutto economiche: «Così non si può andare avanti. Non può essere che io paghi la campagna elettorale. Se l’avessi saputo, probabilmente non mi sarei presentato». Toni tesissimi nella coalizione che sfida il centrosinistra di Beppe Sala, ma che già in serata lo stesso Bernardo ha provato a smorzare: «Tanto rumore per nulla», ha detto il primario di pediatria. La giornata era stata già rovente con l’intervista senza freni di Vittorio Feltri, candidato capolista di Fratelli d’Italia a Milano, che aveva sostanzialmente dato Bernardo per perdente, definendolo: «politicamente debole». Nella stessa intervista Feltri aveva ammesso di non aver voluto fare nulla per la campagna elettorale. Dettaglio che ha irritato non poco il fronte leghista, e chissà quanto il candidato sindaco. Sarà un vertice tra i responsabili delle liste milanesi a provare a riportare la calma questa mattina.


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