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Tra No vax e Sì vax, Salvini resta nel mezzo: «Sono Free vax. Green pass? Lo Stato si prenda le sue responsabilità sui trattamenti sanitari»

«Non puoi impormi di fare qualcosa per andare a lavorare ma poi devo essere io a firmare il modulino», rintuzza il leader della Lega sul Green pass obbligatorio per i lavoratori

La Lega continua a stare nel mezzo nell’ideale scontro tra i No vax e i favorevoli al vaccino anti Covid. Solo ieri è scoppiato il caso alla Camera, quando metà dei deputati leghisti non ha partecipato alla votazione finale del decreto Green pass miss. Ma dopo l’uscita dell’europarlamentare No vax Francesca Donato, il Carroccio sembrava aver riassestato la linea sul fronte dei vaccini. L’uscita di Matteo Salvini oggi però rimescola le carte. Commentando la dichiarazione del candidato sindaco di Milano, Bernardo, sulla possibilità di avere anche un assessore No vax, il leader della Lega ha risposto che lui è: «per la libertà. Non divido il mondo in bianchi e neri, milanisti e interisti, No vax e Sì vax. Io sono per la libertà, free vax. Ognuno della sua salute è libero di occuparsi come vuole. Io ho fatto una scelta libera e consapevole e mi sono vaccinato, però adesso smettiamola con le tifoserie. Stiamo parlando di salute». Sul caso della Camera poi, il leader del Carroccio è tornato a criticare la linea del governo: «Se lo Stato mi impone, questo è nella sostanza, un vaccino, e io ho fatto le due dosi ed ho il Green pass, però se mi impone un trattamento sanitario deve anche farsi carico delle eventuali conseguenze. Non può impormi di fare qualcosa per andare a lavorare ma poi devo essere io a firmare il modulino in base al quale se poi succede qualcosa è un problema mio e lo Stato non c’entra. Se lo Stato mi chiede una cosa io mi fido dello Stato, mi fido della scienza, però lo Stato si deve prendere la responsabilità della scelta che mi impone».


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