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I talebani metteranno alla gogna e amputeranno le mani ai ladri: «Ma forse non in pubblico»

A breve riprenderanno le esecuzioni: per i furti lievi i responsabili verranno esposti con mani ammanettate dietro la schiena. Per quelli più gravi via alle punizioni corporali. Ma solo alla fine del processo

Nooruddin Turabi, funzionario dei talebani e uno dei fondatori del gruppo degli “studenti di religione”, ha annunciato che a breve in Afghanistan riprenderanno esecuzioni e amputazioni delle mani per i ladri, anche se forse non in pubblico. «È necessario per la sicurezza», ha spiegato il mullah, «anche se – ha aggiunto- le esecuzioni delle condanne probabilmente non verranno tenute in pubblico, negli stadi o nelle piazze». Il mullah, che ha un solo occhio e una sola gamba, ha criticato l’indignazione occidentale per la rigida interpretazione della sharia da parte del precedente regime. «Tutti ci hanno criticato per le punizioni allo stadio, ma non abbiamo mai detto nulla sulle loro leggi e sulle loro punizioni. Nessuno ci dirà quali dovranno essere le nostre leggi. Seguiremo l’Islam e costruiremo le nostre leggi sul Corano», ha detto in un’intervista all’Associated Press. Turabi, che ha circa 70 anni, nel precedente regime era stato ministro della Giustizia e capo del cosiddetto ministero per la propaganda della virtù e la prevenzione del vizio.


Repubblica racconta oggi in un reportage firmato da Paolo Brera che attualmente in Afghanistan per furti lievi i ladri vengono esposti alla gogna con mani ammanettate dietro alla schiena, ciocche rasate, faccia dipinta di nero con il lucido da scarpe o il catrame e al collo un esempio di quello che hanno tentato di rubare. Poi in giro su pick-up o muli. Per i furti più gravi scatta il taglio della mano dopo un processo allo stadio. «Per esempio, se uno ruba una macchina o un ammontare di denaro importante, lo arrestiamo e gli verrà tagliata la mano. Ma mentre per i furti lievi la punizione viene comminata direttamente sul posto dagli agenti o dai soldati che hanno acciuffato il ladro – spiega al quotidiano Qahri Abdul Basit Farooqi, comandante della guarnigione talebana di guardia al palazzo dell’ex signore della guerra, il generale Dostum – per quelli più gravi la decisione spetta alle corti islamiche. Ne abbiamo tre, e solo alla fine del processo può essere deciso il taglio della mano: verrà eseguito in pubblico, allo stadio, davanti a tutti, pubblicizzandolo prima in modo che tutti possano vedere cosa succede ai ladri». Se questa forma di barbarie non è già riapparsa è perché il giudizio delle tre corti non è ancora arrivato per nessuno. Ma è soltanto questione di tempo.


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