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Afghanistan, i talebani vietano ai barbieri di tagliare le barbe e promettono punizioni a chi viola la sharia

Ad alcuni parrucchieri della provincia di Helmand è stato intimato di «smetterla di seguire gli stili americani»

Ai barbieri della provincia di Helmand, in Afghanistan, è stato vietato dalla polizia religiosa dei talebani di tagliare o radersi la barba, citando la loro interpretazione della legge della sharia. La Bbc racconta di una nota pubblicata nei saloni della provincia con la direttiva e l’annuncio di punizioni. Ad alcuni barbieri e parrucchieri è stato intimato di «smetterla di seguire gli stili americani». «Nessuno ha il diritto di lamentarsi», si legge sull’avviso. La Bbc ha raccolto alcune testimonianze di barbieri afgani. Uno di loro racconta di fare questo mestiere da 15 anni. «I saloni di moda e i barbieri stanno diventando attività proibite. Non credo di poter continuare», spiega. «I combattenti continuano ad arrivare e ci ordinano di smettere di tagliarci la barba», dice un altro barbiere a Kabul. «Uno di loro mi ha detto che possono inviare ispettori sotto copertura per prenderci». «Per molti anni il mio salone è stato un posto dove i giovani potevano radersi secondo i loro desideri e apparire alla moda», dice ancora un altro. «Non ha senso continuare questa attività».


Vent’anni fa, nel loro primo periodo di potere dal 1996 al 2001, gli integralisti avevano proibito capigliature anche minimamente fuori standard e imposto agli uomini di farsi crescere la barba. In questi 20 anni molti uomini afgani hanno optato invece per tagli alla moda, ora molto diffusi nel paese. Che con il loro ritorno al potere stia tornando anche l’oscurantismo è nelle parole del mullah Nooruddin Turabi, uno dei fondatori del movimento e il principale esecutore della loro dura interpretazione della legge islamica negli anni ’90, che ha spiegato che i talebani avrebbero ripristinato esecuzioni o amputazioni per punire alcuni crimini, anche se forse non in pubblico. Non solo: come 20 anni fa, gli studenti coranici stanno di fatto vietando completamente la musica. L’annuncio ufficiale del governo formato dai talebani non c’è ancora, ma è quello che accade. «La musica è volgare e il ballo fa perdere i sensi, va bene la musica religiosa di soli uomini senza strumenti, quella va bene», racconta Abdullaq Wasiq, vicecapo della Commissione Cultura del governo talebano. Molti musicisti hanno iniziato a richiedere visti all’estero.


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