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Salmaso (Iss): «Anche i vaccinati possono occasionalmente infettarsi, ma chi non lo è rischia come prima»

L’epidemiologa: i numeri in calo dicono che il vaccino funziona ma il virus si comporta come prima tra i non vaccinati

L’epidemiologa Stefania Salmaso, dirigente dell’Istituto Superiore di Sanità, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera oggi fa il punto sull’emergenza Coronavirus in Italia dopo il monitoraggio settimanale. E spiega che il contagio in calo nonostante la ripresa di tutte le attività «significa che il vaccino funziona. Ci sono 40 milioni di vaccinati. Quindi la platea dei suscettibili al virus si è molto ridotta. Il virus si comporta come prima tra i non vaccinati, ma il loro numero ridotto e decisamente inferiore a quello degli immunizzati, consente di tenere a bada il diffondersi dell’infezione. Anche in Sicilia, unica regione finita in giallo in base alle classificazioni stabilite, c’è un decremento del 30% dei casi, nonostante la media regionale sia ancora superiore a quella nazionale».


«Non esiste il rischio zero»

Per Salmaso bisogna mantenere chiari due principi: «Non esiste il rischio zero, anche i vaccinati possono occasionalmente infettarsi, ecco perché è fondamentale mantenere comportamenti prudenti. Le occasioni sociali sono un altro fattore di contagio, soprattutto tra i più giovani, categoria nella quale la percentuale di vaccinati si abbassa». I segnali che arrivano sono positivi ma bisogna tenere chiari alcuni fattori: «Il Green Pass è un valido aiuto. Tenendo presente, però, che delle tre condizioni che consentono di scaricare il green pass, per una il filtro ha maglie più larghe: il tampone. Essersi vaccinati o essere guariti da Covid-19 assicura l’immunità. Aver ricevuto l’esito negativo di un tampone non esclude ci si possa infettare nelle 48 ore successive in cui pure si è titolari di certificato verde valido. Per questo occorre prudenza in ogni caso».


«Monitorare l’efficacia vaccinale e la tenuta della rete ospedaliera»

L’epidemiologa spiega che chi non è vaccinato rischia come prima: «Un rischio che i numeri risalgano c’è. Anzi direi che un incremento ce lo aspettiamo tutti. Per via della maggiore vita sociale innescata dall’attività scolastica o per via della possibile progressiva perdita della capacità di proteggerci del vaccino. Israele ci segnala di aver osservato una perdita di efficacia col tempo. O ancora può dipendere dalla comparsa di ceppi variati del virus che resistono al vaccino. Quel che conta è monitorare, come si sta facendo, l’efficacia vaccinale e la tenuta della rete ospedaliera per evitare che il sistema sanitario si paralizzi come quando la pandemia è scoppiata. Non potremmo permettercelo».

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