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Consip, a processo Tiziano Renzi per traffico di influenze. Condannato a un anno Denis Verdini

27 Settembre 2021 - 15:14 Redazione
Tiziano Renzi lascia lo studio del suo legale, l'avvocato Federico Bagattini, prima di essere ascoltati dal gip Angela Fontana che ha firmato la misura cautelare degli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta che vede i genitori dell'ex premier accusati, tra l'altro, di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni, Firenze, 25 febbraio 2019. 
ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
Per lo stesso reato contestato al padre del leader di Italia Viva, andranno a processo l'ex parlamentare Italo Bocchino e gli imprenditori Carlo Russo e Alfredo Romeo
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Sono arrivate le prime condanne relative al caso Consip. Gli ex parlamentari Denis Verdini e Ignazio Abrignani – che avevano richiesto il rito abbreviato – sono stati condannati a un anno di carcere per il reato di turbativa d’asta. «Turbavano la gara Consip Fm4, ancora nella fase delle valutazioni delle offerte, offrendo un accordo ad Alfredo Romeo» per rilevare un’azienda controllata da Enzo Bigotti – condannato anche lui a un anno -, «che avrebbe permesso a Romeo di ottenere un trenta per cento dei lavori assegnati» da un’altra azienda nell’ambito dello stesso lotto. Sia Verdini che Abrignani sono stati assolti, invece, dall’accusa di concussione. Nell’ambito della stessa inchiesta, invece, è arrivato il rinvio a giudizio per cinque persone: Tiziano Renzi, Alfredo Romeo, Italo Bocchino, Carlo Russo e Stefano Massimo Pandimiglio.

Le accuse

Il padre dell’ex presidente del consiglio e leader di Italia Viva andrà a processo per traffico di influenze, mentre non gli è stato riconosciuto il reato di turbativa d’asta. L’ex parlamentare Italo Bocchino e gli imprenditori Carlo Russo e Alfredo Romeo sono stati rinviati a giudizio con la stessa accusa. Bocchino, al termine dell’udienza, è stato assolto da un reato fiscale contestatogli dal pubblico ministero. Tiziano Renzi, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe fatto un accordo con l’imprenditore Russo, il quale «sfruttando relazioni esistenti con Luigi Marroni, ex amministratore delegato di Consip Spa, relazioni ottenute anche per il tramite di Tiziano Renzi» si legge negli atti. Russo sarebbe intervenuto per «facilitare la Romeo Gestioni», società che intendeva aggiudicarsi un lotto della gara da 2,7 miliardi di euro bandita dalla Consip.

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