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Draghi al Memoriale della Shoah: «Quelle del ’38 furono leggi razziste, non razziali». E celebra Liliana Segre

Il presidente del Consiglio: «L’uso politico dell’odio ha eroso le basi della nostra democrazia. Alla senatrice a vita dobbiamo tutti un grazie»

Quelle del 1938 furono «leggi razziste e non “razziali”». A dirlo è il presidente del Consiglio Mario Draghi che, a Milano per gli incontri sul clima, ha fatto visita al Memoriale della Shoah. «Le leggi aprirono a una nuova stagione di discriminazioni e violenze, alla sospensione e alla soppressione dei diritti politici e civili», ha detto il premier, sottolineando come la promulgazione delle leggi antisemite da parte del regime fascista abbia generato un «uso politico dell’odio, che ha eroso le basi della nostra democrazia». Draghi ha quindi parlato della senatrice a vita Liliana Segre, che fu deportata nel 1944 ad Auschwitz-Birkenau. «A nome del governo e di tutti gli italiani voglio ringraziarla per il suo impegno in difesa della verità e dell’umanità», ha dichiarato il premier. «Come ha detto Segre, “l’indifferenza porta alla violenza, perché l’indifferenza è già violenza”. Ricordare non è un atto passivo, ma un impegno per il presente. Dobbiamo agire sulle radici profonde del razzismo e dell’antisemitismo e contrastare le loro manifestazioni violente, arginare ogni forma di negazionismo, minaccia al nostro vivere civile e alla nostra libertà».


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