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Una pillola contro il Covid. La casa farmaceutica Merck: «Il Molnupiravir dimezza il rischio di morte»

Ci sarebbero benefici anche sulla sintomatologia che porta all’ospedalizzazione. A breve sarà avviato l’iter per l’autorizzazione della Fda americana

Il Molnupiravir, farmaco prodotto dall’azienda Merck, «dimezza il rischio di ospedalizzazione e di morte» di chi è positivo al Covid-19. Questa la posizione della casa farmaceutica, che chiederà «il prima possibile» l’autorizzazione di emergenza negli Stati Uniti per la prima pillola antivirale. I test clinici condotti – afferma il colosso farmaceutico – hanno dimostrato che l’assunzione del farmaco per via orale ridurrebbe del 50% ricoveri e decessi, ma solo se somministrato a persone ad alto rischio e, soprattutto, nelle fasi iniziali dell’infezione. La pillola della Merck ha mostrato la sua efficacia se presa per cinque giorni, quattro volte al giorno.


L’iter per l’approvazione

Partirà, adesso, l’iter necessario all’approvazione della medicina sui pazienti positivi al Sars-CoV-2. La casa farmeceutica chiederà l’autorizzazione prima alla Fda americana, poi alle altre agenzie regolatrici di tutto il mondo. «È notevole essere il primo antivirale orale in ambito ambulatoriale a mostrare un beneficio» ha commentato Nick Kartsonis, vicepresidente del reparto di ricerca clinica della Merck. La casa farmaceutica ha previsto la produzione di 10 milioni di cicli di trattamento entro fine anno. Il governo statunitense ha già siglato un accordo, opzionandone circa 1,7 milioni. Intanto, il titolo in borsa vola a Wall Street: le azioni dell’azienda farmaceutica hanno guadagnato il 12% in un solo rush, il balzo maggiore dal 2009 ad oggi.


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