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Vaccini, l’Ema dà il via libera alla terza dose di Moderna per gli over 12 immunocompromessi

05 Ottobre 2021 - 16:46 Redazione
epa09093082 A health worker injects a dose of the AstraZeneca coronavirus vaccine against Covid-19 at Isabel Zendal Hospital in Madrid, Spain, 24 March 2021. Spain resumes the use of this vaccine after a 10-day-long pause in its administration following the European Medicines Agency (EMA) announcement to uphold its approval of the vaccine. Some of EU member countries countries stopped giving the vaccine over fears there might be links between the vaccination against Covid-19 with the AstraZeneca vaccine and a rare number of blood clots.  EPA/EMILIO NARANJO
Il nuovo richiamo dovrà essere somministrato almeno 28 giorni dopo la seconda dose
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Via libera dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) alla terza dose di vaccino anti-Covid di Moderna. Il terzo richiamo andrà somministrato a distanza di almeno 28 giorni dalla seconda dose a soggetti gravemente immunocompromessi di età pari o superiore a 12 anni. A darne notizia è stato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna, che ha dichiarato: «Riconosciamo la necessità di proteggere gli individui immunocompromessi che sono a più alto rischio di malattia grave da Covid: è promettente vedere recenti studi che dimostrano che una terza dose del vaccino Moderna può migliorare la risposta immunitaria in questa importante popolazione». Di conseguenza, ha proseguito Bancel, l’azienda «resta impegnata ad aiutare a porre fine alla pandemia di Covid con il nostro vaccino mRna». In una nota ufficiale l’azienda specifica che «un numero crescente di studi ha dimostrato il beneficio di una terza dose di vaccino Covid in soggetti immunocompromessi». In particolare, l’azienda statunitense sottolinea che «in un recente studio controllato randomizzato in doppio cieco su 120 soggetti sottoposti a procedure di trapianto di organi solidi (cuore, rene, rene-pancreas, fegato, polmone, pancreas) ha dimostrato che una terza dose del vaccino Moderna (Spikevax) è migliorata risposta immunitaria rispetto al placebo. Nello studio – concludono – la terza dose è stata generalmente ben tollerata».

Foto in copertina: EPA/EMILIO NARANJO

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