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Caso Dora Lagreca, il fidanzato indagato e la lite prima della morte: oggi l’autopsia

Sui social la ragazza aveva postato messaggi contro la violenza sulle donne. Due ore e mezza di buco tra l’ultimo avvistamento della coppia e la chiamata al 118

La famiglia di Dora Lagreca non ci sta e no, non crede che la figlia, 29 anni e tutta la vita davanti, si è buttata da quella mansarda al quarto piano a via Di Giura, nella sua città adottiva, Potenza. Ora Antonio Capasso, anche lui 29enne e fidanzato di Dora, morta nella notte tra l’8 e il 9 ottobre dopo un volo da quella palazzina nel rione Parco Aurora, è indagato. L’ipotesi per lui è quella di reato di istigazione al suicidio della fidanzata trentenne. Non ci crede la famiglia della ragazza, che di suicidio non vuole sentire parlare. Originari di Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno, chiedono «verità» attraverso l’avvocato Revinaldo Lagreca: «Non c’era alcuna sintomatologia che potesse far pensare a un suicidio». La vicenda appare complessa e il mistero è nelle mani dei Ris dei Carabinieri e del coordinamento della procura della Repubblica di Potenza, ed è prevista per questa mattina l’autopsia sul corpo della donna, all’ospedale San Carlo di Potenza. Capasso non ha precedenti penali e viene raccontato da amici e famigliari come molto provato. Si dice innocente e racconta di aver provato a fermare Dora per impedirle di precipitare di sotto.


Le indagini

Sempre domani sarà la volta di un sopralluogo per i Ris nella casa da cui Dora è caduta giù e dove poco prima avrebbe litigato furiosamente con il fidanzato. Quello che è accaduto prima si sta delineando già da ieri: era venerdì sera e la coppia è uscita, è andata in un locale a ballare e ha anche inondato Instagram di stories dal tono spensierato. Nulla faceva presagire il dramma. Poi una tappa in un altro locale della città, dove i due sono stati visti. Infine il ritorno a casa verso mezzanotte. La lite è stata riportata dallo stesso Capasso ai Carabinieri, confermato dai vicini che hanno detto di avere in effetti sentito delle urla. E proprio al culmine del litigio – questo il racconto di Antonio – Dora sarebbe corsa verso il balcone per buttarsi di sotto. Capasso giura di avere provato a fermarla, poi di essere corso giù per soccorrerla. Lui stesso ha chiamato poi il 118. Erano le 2.30: cosa è successo dalla mezzanotte? Infine la corsa in ospedale, dove la ragazza è morta due ore dopo. Gli inquirenti stanno analizzando anche l’attività social della coppia: l’uomo aveva taggato il 6 ottobre scorso la fidanzata ripostando una foto con le mani di una donna e di un uomo che accolgono quella di un neonato e la frase «Mi fai venire voglia di futuro». Lei invece tra i suoi ultimi post ne aveva anche uno contro la violenza sulle donne. Dora lavorava in una scuola di Tito, alle porte di Potenza, come assistente amministrativa e viene definita da chi le era vicino come una «ragazza solare e piena di vita».


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