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L’altro porto. A Bari e in Puglia nessun blocco: «Siamo tutti vaccinati»

Nel capoluogo pugliese la percentuale di immunizzati raggiunge il 98%. L’autorità portuale e la Asl hanno allestito a giugno un punto di vaccinazione in banchina

Non solo Trieste, non solo Genova. Un altro porto importante, quello di Bari – e la situazione è analoga nel resto degli scali pugliesi – si racconta oggi sì Green pass e sì vax. A Bari il 98% dei portuali è vaccinato. E le percentuali sono altissime anche a Barletta (98), Monopoli (95), Brindisi (94), Manfredonia (92), in una regione che dopo un inizio a rilento di campagna vaccinale, si è poi rimessa in pari. Da queste parti insomma, di blocchi per l’entrata in vigore dell’obbligatorietà del green pass non se ne parla, anzi. Scrive Repubblica Bari, i due sparuti contestatori no vax e no Green pass che ieri hanno provato a sobillare la protesta se ne sono andati con le pive nel sacco e pure con una denuncia che abbiamo presentato, racconta Ugo Patroni Griffi, presidente dell’autorità portuale di Bari. Il fatto è che qui sono tutti vaccinati, e – raccontano le testimonianze raccolte da Repubblica Bari– con convinzione.


«La mia azienda è presente qui dal 1929. Noi siamo portuali: la nostra casa è questa, viviamo qui. Siamo tutti compatti. Abbiamo deciso di fare il vaccino per proteggere noi all’interno del porto e le nostre famiglie fuori», dice Giacomo Floro. Protestare contro il vaccino sembra un non senso: «Per noi vaccinarsi significa stare più tranquilli: nella prima parte della pandemia siamo andati a bordo delle navi, con equipaggi esteri, avevamo paura e non sapevamo a cosa andavamo incontro. Il vaccino è stata una luce nel tunnel, l’abbiamo subito fatto», racconta Massimiliano Patrassi, ingegnere tecnico. A entrare attivamente in campo nella campagna vaccinale è stata proprio la logistica del porto, con la Asl che ha allestito in banchina un punto aziendale di vaccinazione nel quale sono state fatte più di 2.500 somministrazioni. «Chi è imbarcato sulle navi era smarrito, non sapeva dove avrebbe ricevuto il vaccino e quindi abbiamo permesso di vaccinarsi non solo a chi lavora con continuità nel porto ma anche a chi lo fa a bordo delle navi», dice Patroni Griffi. «Questa nostra prassi è stata replicata da tanti colleghi in altre regioni».


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