Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Ricercatori tedeschi dimostrano che su 10 autopsie 5 morti sono causate dai vaccini? I dati sono infondati

La ricerca risulta priva di metodo. E anche la comunità scientifica tedesca prende le distanze

Il canale Rumbler Telecolor pubblica l’estratto di una intervista a Josef Unterholzner del gruppo politico Enzian, per TC News. Si parla di una conferenza al Consiglio provinciale di Bolzano basata su uno «studio» che starebbe facendo il giro del mondo. I ricercatori avrebbero scoperto che cinque pazienti su dieci vaccinati almeno due settimane prima contro il nuovo Coronavirus erano deceduti, mostrando la presenza «mai vista prima» di linfociti nel cuore, fegato, milza e reni. Non risulta alcuno studio pubblicato e i dati mostrati non trovano alcun riscontro.

Per chi ha fretta:

  • Nessuno studio tedesco sui morti da vaccino sta facendo il giro del mondo.
  • Si parla di una conferenza stampa tenuta da tre ricercatori in pensione. Non risulta che abbiano eseguito personalmente le autopsie.
  • I dati come presentati risultano insignificanti e privi di metodo.
  • Non si conoscono le malattie pregresse o le cartelle cliniche dei pazienti deceduti.
  • Le società di patologia tedesche hanno preso le distanze dalla conferenza stampa, definendola «scientificamente infondata».

Analisi

Gli autori dello studio sono Werner Bergholz (ingegnere elettronico), Arne Burkhardt e Walter Lang (entrambi patologi in pensione). Dichiarano di aver trovato massicce infiltrazioni linfocitarie nei cadaveri esaminati, soprattutto nei polmoni, nel cuore, ovaie, testicoli e cervello:

Uno studio shock sta facendo il giro del mondo e non manca di suscitare reazioni da più fronti. A riproporlo ora anche una conferenza stampa nella sala del consiglio provinciale di Bolzano di cui promotore è stato il capogruppo di Enzian in consiglio provinciale Josef Unterholzner. L’incontro con la stampa si è tradotto anche in un servizio andato in onda nel tg regione Trentino Alto Adige.

Dall’indagine si evince che, su dieci autopsie condotte dai tre ricercatori su persone decedute entro due settimane dopo la seconda dose di vaccinazione anticovid, cinque decessi sono stati causati dal vaccino. Nei cadaveri i ricercatori hanno trovato la presenza, mai vista prima, di linfociti nel cuore, reni, fegato e milza.  

In altri siti web che citano il lavoro dei tre ricercatori tedeschi si parla anche di oggetti metallici nei vaccini. Una narrazione da noi già verificata come infondata attraverso la consultazione di esperti. Durante la conferenza stampa, che si sarebbe tenuta il 20 settembre presso un «Istituto patologico» di Reutlingen, gli autori parlano di «autopsie su 40 cadaveri […] circa un terzo di quei decessi è stato causato dalla vaccinazione».

«Dati non scientificamente fondati»

La mancanza di uno studio peer review ci impedisce di capire cosa avrebbero trovato davvero i ricercatori, così come non sono chiari i controlli effettuati. Diversi esperti hanno esaminato i dati presentati in conferenza stampa dai ricercatori, senza trovare riscontri nelle loro affermazioni. L’evento è stato contestato dalla Società tedesca di Patologia (DGP), la quale ha preso ufficialmente le distanze attraverso un comunicato sul sito ufficiale del settembre 2021. Non solo, la stessa Società ha dichiarato che «i dati presentati non sono scientificamente fondati».

Il comunicato della DGP tedesca contro la conferenza e il presunto studio.

Le stranezze sulle autopsie

Secondo quanto riporta il sito tedesco Der Volksverpetzer, i tre protagonisti della conferenza stampa non avrebbero nemmeno effettuato le autopsie. I membri di Volksverpetzer.de avrebbero inviato alcune domande di carattere scientifico all’indirizzo email del sito creato per la conferenza stampa, senza ottenere risposta.

I colleghi tedeschi di Correctiv avevano contattato anche il Registro tedesco delle autopsie Covid-19 (DeRegCOVID) per chiedere un parere sul contenuto diffuso dai tre protagonisti della conferenza stampa. La risposta è stata abbastanza chiara, ritenendo che i dati non potevano essere utilizzati per mettere in relazione le morti con la vaccinazione. Secondo i responsabili del DeRegCOVID, le immagini dei presunti accumuli insoliti di linfociti nei reni e nel fegato – trasmesse durante la conferenza stampa – non mostravano niente di insolito.

Risulta che le autopsie riguardino persone tra i 54 e i 95 anni decedute tra i 31 giorni e i 6 mesi dopo la vaccinazione. Come riportato dai colleghi di Correctiv, in due delle autopsie presentate l’ora del decesso o quella dell’effettiva vaccinazione risultano sconosciute.

Ciò che risulta ulteriormente strano è che durante la conferenza stampa si discute di campioni e organi provenienti dalla Germania e dall’Austria, per i quali non sono note le origini. Infatti, non vengono nemmeno menzionate eventuali malattie pregresse o informazioni cliniche delle persone decedute.

La conferenza stampa viene trattata in un articolo pubblicato sul Die Welt, citando ad esempio le dichiarazioni del direttore dell’Istituto di medicina legale del Centro medico universitario di Hamburg-Eppendorf, Benjamin Ondruschka, il quale afferma che non siano chiari le origini dei campioni e che tale evento risulti lontano dal metodo scientifico.

Conclusioni

La conferenza risulta basarsi su una ricerca scientificamente priva di fondamento, prodotta da tre ricercatori in pensione che non farebbero riferimento ad analisi condotte direttamente e personalmente.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

Open.online is working with the CoronaVirusFacts/DatosCoronaVirus Alliance, a coalition of more than 100 fact-checkers who are fighting misinformation related to the COVID-19 pandemic. Learn more about the alliance here (in English).

Continua a leggere su Open

Leggi anche: