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Addio al Green pass? Brusaferro frena: «Dimentichiamoci l’immunità di gregge. Terza dose per tutti? Possibile»

Gli obiettivi più concreti restano il calo dei contagi e dei ricoveri, secondo il portavoce del Cts. Nelle prossime settimane potrebbero aumentare le capienze per stadi e palazzetti

Inutile cercare una soglia di vaccinati per dire addio a Green pass e regole anti Covid ancora in piedi. L’operazione è sostanzialmente una perdita di tempo secondo il presidente dell’Iss e portavoce del Cts, Silvio Brusaferro, che a La Stampa taglia corto sul raggiungimento dell’immunità di gregge: «Intesa come livello di immunizzazione che azzera la circolazione di un virus, non è un obiettivo che ci possiamo porre con il SarsCov-2». Non per questo ovviamente si deve smettere di proseguire con le vaccinazioni e con l’uso di ogni tipo di cautela per proteggersi dal virus, perché gli obiettivi realmente raggiungibili secondo Brusaferro sono di fatto due: «Ridurre il più possibile la circolazione del virus e i contagi e contenere al minimo i ricoveri e i morti». Per questo si riaffaccia l’ipotesi che la terza dose debba servire un po’ a tutti, continuando con la strategia finora scelta dal governo, cioè con la copertura della terza dose per gli over 60, i soggetti più fragili e gli operatori sanitari. Considerando gli studi emersi finora e valutando l’esperienza maturata finora, secondo Brusaferro la linea per ora non cambia, essendoci quindi il tempo per ragionare su chi avrà bisogno della terza dose e quando. Di certo non è il momento di abbandonare la mascherina, soprattutto ora che arriva l’inverno, con: «una vita al chiuso – continua Brusaferro – ed è prudente continuare a usarle». Gli occhi sono sempre puntati sull’andamento epidemiologico, soprattutto sul fronte delle riaperture, dove si aspetta per esempio il ritorno agli eventi sportivi con la capienza al 100%. Un obiettivo stavolta possibile già: «nelle prossime settimane», contagi e ricoveri permettendo.


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