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Caso Ciro Grillo, i quattro imputati per violenza sessuale di gruppo scelgono il processo ordinario

L’udienza preliminare è attesa per il prossimo 5 novembre. In caso di condanna, si va da un minimo di 6 anni a un massimo di 12

Nessun rito abbreviato, ma rito ordinario. È questa la formula scelta dai quattro ragazzi coinvolti nel caso Grillo, imputati di violenza sessuale di gruppo per i fatti avvenuti la mattina del 17 luglio 2019 in Sardegna ai danni di una 19enne italo-norvegese. Si tratta di Ciro Grillo e dei suoi amici Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia. Ci sarà dunque un processo normale e un dibattimento davanti al Tribunale di Tempio Pausania. L’udienza preliminare è attesa per il 5 novembre prossimo. Come racconta il Corriere della Sera, la decisione in realtà non era condivisa da tutto il gruppo, ma solo dalla metà: più di tutto ha prevalso «la necessità di rimanere uniti, con tutti i rischi che questo comporta in termini di pena se dovessero essere condannati». Sarebbe questa la motivazione che li ha spinti dunque alla scelta del rito ordinario, conclusione cui si è arrivati dopo una riunione durata per ore tra i legali della difesa. In caso di condanna, si va da un minimo di 6 anni a un massimo di 12 perché i fatti contestati sono avvenuti pochi giorni prima dell’entrata in vigore del codice rosso. Con le nuove norme gli anni sarebbero stati minimo 8 e massimo 14. 


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