Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Covid, a Trieste aumentano i contagi: è la provincia con i numeri peggiori d’Italia. La Regione: «Colpa dei No vax»

Solo il 71% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, contro una media nazionale arrivata all’85%

Dal 15 ottobre Trieste è diventata il simbolo del movimento No Green pass. Un popolo senza un profilo comune, un patchwork di correnti diverse che vanno da vecchie conoscenze delle proteste di piazza a uomini e donne che non erano mai stati a una manifestazione. Non è un caso che questo popolo abbia trovato la sua Terra Promessa in Friuli-Venezia Giulia. I dati sulle vaccinazioni erano già noti: la regione ha una delle percentuali più basse di vaccinati in tutto il Nord Italia. La percentuale di persone che hanno ricevuto almeno una dose si ferma al 76,05% contro l’81,07% della Lombardia. Un dato che è più basso della media nazionale di oltre un punto percentuale. Secondo il portale Cura Italia, negli ultimi sette giorni in provincia di Trieste sono stati registrati 139 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti. È il dato più alto in Italia, la seconda provincia in questa classifica è Vibo Valentia, con 91 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti. Secondo gli ultimi dati disponibili il numero totale dei casi registrati in provincia di Trieste è di 23.847 su una popolazione di quasi 230 mila abitanti. Questi dati, come abbiamo verificato, vengono distribuiti ogni giorno sul profilo della Protezione Civile di Github ma non rientrano più da tempo nelle schede riepilogative che vengono distribuite alla stampa.


A confermare questi numeri ci sono anche le parole del vice presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Riccardi. Eletto nelle liste di Forza Italia, Riccardi ha anche la delega alla Salute: «La crescita dell’incidenza dei casi è collegata in prevalenza all’aumento dei casi registrato a Trieste, dovuto anche alla più bassa percentuale di vaccinati rispetto alla media regionale». Oltre a questo il vicepresidente ha spiegato che esistono degli altri fattori: «L’età media della popolazione è più avanzata, c’è poi da contare anche la numerosità degli ospiti delle case di riposo e della popolazione scolastica». Ora la crescita dei casi in Friuli-Venezia Giulia è paragonabile a quella dell’inizio della seconda ondata: «Se guardiamo Trieste la crescita è simile a quella del mese di ottobre dell’anno scorso, per cui è atteso un aumento molto più alto per quest’ultimo territorio».


La manifestazione cancellata

Le proteste di Trieste contro il Green pass non sono iniziate con il blocco del porto. Nelle scorse settimane si erano già registrati parecchi cortei che avevano riempito le vie della città. Se il primo giorno di presidio davanti al Molo 7 ha visto un picco di 8 mila persone, il corteo di quattro giorni prima contro il Green pass era arrivato a circa 20 mila manifestanti. Erano questi i numeri attesi per domani, prima che la manifestazione venisse cancellata per il rischio concreto di provocazioni. L’allerta resta comunque alta e la città si sta barricando: dal 22 al 25 ottobre tutti i musei, le biblioteche e gli spazi culturali resteranno chiusi.

Leggi anche: