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I farmacisti minacciati quando fanno i tamponi, il caso del capo di federfarma: «Sarà trovato con un colpo alla nuca»

Dopo la minaccia di morte su Twitter nei confronti del presidente Cossolo, a parlare è il segretario di Federfarma Roma Andrea Cicconetti. «Cerchiamo di convincerli a vaccinarsi ma è impossibile»

«Prenotano il tampone, arrivano in farmacia e cominciano a minacciare». La denuncia è del segretario di Federfarma Roma e consigliere Federfarma Lazio Andrea Cicconetti che da settimane insieme ai colleghi cerca di seguire le direttive del commissario Figliuolo riguardo «l’opera di persuasione su chi non si vuole vaccinare», ricevendo però in cambio insulti e minacce. «Non è facile, ci stiamo impegnando al massimo, ma ci chiedono l’impossibile» continua Cicconetti anche alla luce di quanto successo poche ore fa al presidente di Federfarma Marco Cossolo. L’episodio di minacce è avvenuto su Twitter: «Il presidente di Federfarma che prende per il c… quelli che stanno arricchendo le farmacie italiane con i tamponi, sarà trovato in un viottolo di campagna con un colpo alla nuca», ha scritto un utente, con tanto di ricondivisioni e commenti a sostegno. La Federazione dei titolari di farmacia aveva reso noto di aver «predisposto gli atti per la presentazione di denuncia alle autorità competenti» e ora, ai microfoni di Radio Cusano, Cicconetti riprende l’argomento ribadendo la difficoltà a svolgere il proprio servizio. «I costi di gestione, di smaltimento e di tempo che impieghiamo nell’inserimento dei dati sono notevoli», ha continuato il presidente Lazio, sottolineando il grande sforzo «che stanno facendo le farmacie».


A fare eco a Cicconetti anche il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri, Filippo Anelli: «Bisogna porre fine al clima d’odio contro scienza e operatori della salute» ha detto esprimendo la sua solidarietà nei confronti di Cossolo. «Le farmacie che lui rappresenta sono un presidio importante per la salute. Devono essere ripagate con la gratitudine e non con queste intimidazioni, che veicolano sul bersaglio più facile e accessibile la rabbia che nasce dalla paura verso ciò che non si conosce. La soluzione si trova insieme con il dialogo accogliente e costruttivo», ha concluso.


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