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Dopo i tuoni di Draghi su Quota 100, la Lega ripiega: l’obiettivo ora è Quota 102

Il premier, al termine del consiglio europeo del 22 ottobre, aveva ribadito: «Io non concordavo con Quota 100 e non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità nel passaggio a quella che era una normalità»

«La Lega lavora ad una mediazione ragionevole, che potrebbe essere Quota 102, con strumenti per consentire la pensione ad alcune categorie specifiche come i lavoratori precoci o per quelli di imprese sotto i 15 dipendenti. La Lega è tendenzialmente favorevole a fondi da destinare direttamente ai lavoratori per consentire loro e non all’azienda una libera scelta sulla propria pensione». Così, in una nota, il partito di Matteo Salvini torna di prepotenza nel dibattito sulle pensioni. Tra i punti più discussi della prossima legge di Bilancio, infatti, c’è quello relativo alle norme transitorie previste per la fine di Quota 100, misura che sembrerebbe insostenibile per le casse dello Stato. Mario Draghi, nella conferenza stampa post Consiglio europeo, ha ribadito: «Io non concordavo con Quota 100 e non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità nel passaggio a quella che era una normalità».


«Quello che occorre fare è assicurare una gradualità nel passaggio a quello che era la normalità. L’importante è tener fisso il fatto che Quota 100 non verrà rinnovata per un triennio e allo stesso tempo, occorre essere graduali», ha aggiunto Draghi. Poco dopo, il segretario della Lega, parlando con la stampa, aveva fatto intuire che il suo partito fosse impegnato in serrate mediazioni con Palazzo Chigi sul tema delle pensioni, lasciando intravedere un ammorbidimento delle proprie posizioni. «Non mi interessano le etichette, mi interessa difendere lavoratori e pensionati ed evitare il ritorno alla legge Fornero. Ci stiamo lavorando con Draghi – ha assicurato Salvini -, partendo dalla tutela dei lavoratori precoci e dei dipendenti delle piccole imprese, troveremo sicuramente una soluzione positiva».


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