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La ministra Dadone: «Giovani, stop agli stage non pagati. Serve il salario minimo per la dignità del lavoro»

La responsabile delle politiche giovanili: «Serve una formazione più legata alle offerte lavorative»

La ministra per le politiche giovanili Fabiana Dadone in un’intervista rilasciata oggi a La Stampa annuncia lo stanziamento di un miliardo per gli istituti tecnici allo scopo di collegare il mondo della scuola a quello del lavoro. E dice basta agli stage non pagati nelle aziende: «Il presidente Draghi ha parlato di 1 miliardo di euro stanziati per gli istituti tecnici: è un investimento che va in quella direzione. Anche noi, come ministero, abbiamo deciso di stanziare la quasi totalità dei nostri fondi per connettere la domanda di lavoro alle esigenze di un territorio e del suo tessuto produttivo. Non vogliamo creare braccia da lavoro, ma serve una formazione che sia più legata alle offerte lavorative».


Sugli stage Dadone prende spunto da Enrico Letta: il segretario del Partito Democratico aveva detto che creano precarietà. «Difficile dargli torto. Piuttosto che insistere sulla politica degli stage si dovrebbe ripensare il contratto di apprendistato, che offre maggiori garanzie e una retribuzione dignitosa. Ma lo stage non può essere certo il modello con cui valorizzare il percorso di studi. Con il fondo delle politiche giovanili stavamo invece cercando di creare un Erasmus del lavoro: un’esperienza nelle aziende italiane con sede all’estero, con possibilità di essere assunti». Poi la ministra si rallegra che nel Pnrr si imponga alle aziende coinvolte di assumere il 30% di giovani: «È un bene che si dia un segnale in questa direzione. Stiamo lavorando alle linee guida per dare attuazione alla previsione normativa». Infine, la richiesta: «Serve il salario minimo per garantire la dignità del lavoro»


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