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«Voi la malattia, noi la cura», al corteo contro il G20 striscioni anti-brevetti sui vaccini. Per la questura poche adesioni – Il video

Sono meno dei 5 mila previsti al corteo partito da posta San Paolo a Roma e aperto dagli studenti di Fridays for future. Con loro i sindacati di base e i lavoratori di Alitalia e Gkn

Decine di bacchette rullano sui tamburi che hanno aperto il corteo di protesta contro il G20 di oggi, 29 ottobre, in largo Ostiense a Roma e arrivato fino in piazza Bocca della Verità. Un migliaio di persone, meno delle 5 mila previste come ha confermato la Questura, si sono radunate sotto la Piramide. Nessun problema di ordine pubblico, ma solo disagi per il traffico: l’intera zona dedicata alla manifestazione era controllata da decine di poliziotti e carabinieri in tenuta anti sommossa. «Cerchiamo di dimostrare che abbiamo bisogno di un altro futuro. A livello climatico ci sembra che, come dice Greta, il “blabla” sia rimasto tale e vogliamo dire che c’è bisogno di un cambio di passo. Il G20 di oggi, Glasgow e Ginevra sono tre appuntamenti in cui verranno decise o non decise le politiche climatiche per i prossimi 10 anni», dice Monica di Sisto, responsabile di uno dei movimenti che hanno organizzato il corteo. Di Sisto ha detto di essere soddisfatta anche per il risultato della manifestazione, riuscita «nonostante le difficoltà organizzative» dovute alle «estreme misure di sicurezza». «A tutti quelli che sono in piazza, ai compagni e alle compagne dico che la storia può cambiare, ve l’ho già detto a Firenze: ci dobbiamo riprendere Roma», dice un’altra organizzatrice al microfono dal palco allestito sul camion in testa alla protesta.


OPEN | Un’immagine dal corteo di Roma

Il grido di inizio è stato: «Stop brevetti, vaccino è diritto globale». E ancora: «No profit on Pandemic». Sono questi gli slogan seguiti dagli striscioni di alcuni manifestanti con le scritte: «Voi la malattia, noi la cura». In piazza bandiere di Rifondazione comunista, Cobas, Flc Cgil. Ma ci sono anche i militanti del movimento Antifascista, e gli operai della Gkn che marciano sotto la scritta «Insorgiamo». E poi Fridays for future, ma anche le vertenze operaie e del lavoro come Alitalia e Whirlpool; Extinction Rebellion e tutti i movimenti sociali, ma anche le esperienze del mondo contadino e dell’agroecologia; le reti studentesche, i movimenti per l’abitare; la rete Fuori dal Fossile e i movimenti No Tav, No Triv, per l’acqua pubblica e contro il nucleare; le esperienze transfemministe e gli zapatisti e le zapatiste del Consiglio Nazionale Indigeno dell’Ezln dal Chiapas; i sindacati di base; insieme a tutte le cittadine e tutti i cittadini preoccupati per il proprio futuro. «Voi il G20, noi il futuro» è la scritta in testa a uno spezzone del corteo formato principalmente da studenti. In fondo alcuni manifestanti hanno acceso torce e fumogeni.


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