A Milano una farmacista si ribella ai No vax: «Troppi insulti e rischi: non faccio più tamponi. Mio padre era sui camion di Bergamo»

Dopo le numerose minacce da parte dei clienti è arrivata la decisione di dedicare alla somministrazione delle terze dosi di vaccino lo spazio riservato in precedenza ai tamponi

Continuerà a somministrare vaccini, ma non farà più tamponi, negando così ai No vax l’unica via che oggi hanno per poter ottenere il Green pass. Tanti, anche troppi gli insulti e le offese ricevute finora dalla farmacista Cristina Longhini dai diversi clienti No vax che erano costretti ad andare nella farmacia in cui lavora, in zona Niguarda a Milano. Frasi come: «Fra dieci anni voi vaccinati morirete e rimarremo noi». La 41enne di Bergamo ha raccontato alla trasmissione Diritto e Rovescio su Retequattro di essere ormai esasperata per il clima che si respira con i suoi colleghi. Suo padre è scomparso prematuramente a 65 anni proprio per colpa della Covid-19 nella primavera 2020. Era a Bergamo, e anche lui come tanti in quel periodo è stato trasportato in quella macabra sfilata di camion dell’esercito, a più riprese messa in discussione dai No vax: «La mia titolare e la mia collega conoscevano mio padre e sanno cosa abbiamo passato. Abbiamo deciso che non possiamo fare i tamponi a chi è così insensibile. Umanamente era pesante affrontare queste persone». Una scelta anche di sicurezza quella della farmacia Ca’ Granda, visto che buona parte di chi chiedeva di fare i tamponi: «Era un potenziale positivo». Ora nella sua farmacia ci sarà spazio solo per i soggetti fragili e gli anziani che avranno bisogno della terza dose.


Foto dal profilo Facebook di Cristina Longhini


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