Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Il mandato d’arresto internazionale per il nonno di Eitan Biran: «Tecniche di intelligence nel rapimento»

Shmuel Peleg e il suo autista Gabriel Abutbul Alon sotto la lente della procura di Pavia. Le strane assenze di controlli tra Svizzera e Italia

La Procura di Pavia ha spiccato un mandato d’arresto internazionale per Shmuel Peleg, nonno di Eitan Biran, e il suo autista Gabriel Abutbul Alon. L’accusa, spiega oggi il Corriere della Sera, è quella di aver ordito e realizzato il «piano strategico premeditato» con cui i due hanno rapito nel Pavese per portarlo in Israele il nipotino di 6 anni di Peleg, unico sopravvissuto della tragedia della Funivia del Mottarone. L’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari Pasquale Milano arriverà adesso nel paese dei Peleg, dove il mese scorso un giudice ha restituito il bambino ad Aya Biran, zia paterna del piccolo. Nessun provvedimento per il terzo indagato nel rapimento. E proprio nell’ordinanza si parla di un’azione portata a termine con tecniche paramilitari e di intelligence. Ma anche grazie ad alcune complicità.


Nella ricostruzione degli investigatori diretti da Giovanni Calagna la Golf su cui viaggiavano il nonno e il bambino ha superato il confine italo-svizzero di Chiasso senza subire controlli: E questo nonostante il divieto di espatrio fosse stato diramato a livello di Shenghen: agli svizzeri non risultava visibile a causa di un problema tecnico. La polizia cantonale elvetica ha fermato l’auto vicino all’aeroporto Lugano-Agno. Ha identificato i passeggeri ma poi li ha fatti proseguire. Nonostante la denuncia di smarrimento del passaporto israeliano di Eitan e nonostante il bambino sia in compagnia di persone che non possono essere immediatamente identificati come suoi parenti. Ok all’imbarco anche in aeroporto fino al Cessna 80 noleggiato per 42 mila euro. La procura di Pavia ha precisato in una nota che Gabriel Alon Abutul, autista dell’auto che ha portato Eitan a Lugano per imbarcarsi verso Tel Avi, «appartiene verosimilmente alla compagnia militare ‘Blackwater’ ed e’ stato ‘assunto’ dai nonni materni per assisterli e aiutarli nel loro progetto di trasferimento del piccolo Eitan in Israele».


Continua a leggere su Open

Leggi anche: