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Bologna, niente posto in Commissione Pari opportunità all’attivista trans. I consiglieri di centrodestra: «Non è donna»

Quanto accaduto è stato definito dal sindaco Matteo Lepore un «gesto grave»

A Porpora Marcasciano è stata negata la seduta in commissione pari opportunità del Comune di Bologna in quanto attivista trans, dunque non-donna. A deciderlo l’astensione da parte di undici consiglieri e consigliere di centrodestra proprio in occasione della sua nomina. Si sono appellati a un tecnicismo, spiegando che il ruolo deve essere affidato al genere meno rappresentato, che in questo caso è quello femminile. «Alle destre che non mi hanno riconosciuta come soggettività e come genere – ha detto Marcasciano a la Repubblica – dico che da oggi farò ancora di più per rendere la città di Bologna più accogliente e favolosa. Ringrazio chi mi ha votato, dandomi l’onore di rappresentare persone che non hanno mai avuto voce». Non ci sta il sindaco Matteo Lepore che ha definito quanto accaduto un «gesto grave». «Anche in una città progressista e democratica come Bologna c’è molto lavoro da fare per superare le discriminazioni. Credo che la destra abbia compiuto oggi uno strappo, istituzionale ma soprattutto umano, sul quale dovrebbe riflettere. A Porpora vanno il mio sostegno, la mia solidarietà e una grande in bocca al lupo per il lavoro che dovrà portare avanti. E del quale c’è grande bisogno», ha aggiunto. A rivendicare le battaglie di Porpora ci pensa Coalizione Civica, tra le cui fila è stata eletta, che ricorda che «il suo genere è il meno rappresentato della storia».


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