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Via libera al decreto Super Green pass: limiti ai No vax in zona bianca per le feste. Verso obbligo sui regionali

Il Consiglio dei ministri si è riunito a Palazzo Chigi per decidere le norme anti Covid che regoleranno i prossimi mesi. Attesa conferenza stampa alle 18:30 per le comunicazioni ufficiali

Il Consiglio dei ministri ha ufficialmente dato il via libera al nuovo decreto che rafforza le misure anti Covid e che introduce il Super Green pass. Un ok arrivato all’unanimità nonostante le indiscrezioni delle ultime ore relative a un passo indietro da parte della Lega. L’ipotesi è subito rientrata e l’incontro a Palazzo Chigi si è risolto con il nuovo documento ufficiale che regolerà la strategia anti Covid del Paese per i prossimi mesi. Secondo quanto riportato da fonti del governo il Super pass sanitario varrà dal 6 dicembre al 15 gennaio per mettere in sicurezza il periodo delle feste natalizie ma le misure potranno poi essere prorogate. La nuova certificazione – che sarà obbligatoria dai 12 anni in su – potrebbe essere necessaria anche nelle zone bianche. Inoltre, tra le misure dovrebbe esserci la riduzione dell’efficacia del Green pass da 12 a 9 mesi.


Le novità in arrivo

All’interno del testo potrebbe trovare posto anche l’obbligo vaccinale per il personale della scuola e le forze dell’ordine, probabilmente in vigore a partire dal 15 dicembre. Una delle notizie più recente riguarda l’uso della Certificazione verde per i trasporti regionali e interregionali: dalla Cabina di Palazzo Chigi trapela l’ipotesi di permettere i viaggi su quei trasporti pubblici sono con vaccino o tampone. Una riflessione sarebbe stata fatta anche sul trasporto urbano, ma sembra difficile per un problema di controlli. A oggi l’obbligo vale solo per i viaggi a lunga percorrenza. Resta il nodo di cosa si potrà fare senza vaccino: secondo alcune indiscrezioni, a breve il test negativo potrebbe essere valido solo per andare al lavoro, per i servizi essenziali o per gli spostamenti a lunga percorrenza. Per il resto, varrà il Super Green pass – legato, cioè, alla vaccinazione).


I controlli

Secondo quanto si apprende da fonti di stampa, spetterà ai prefetti e ai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica definire i piani per i controlli della Certificazione verde.

Mascherine obbligatorie: la richiesta delle regioni

Le Regioni hanno chiesto al governo di ripristinare l’obbligo di mascherina all’aperto nel nuovo decreto sul Super Green pass. Ma il governo sembra intenzionato a mantenere l’obbligo soltanto in zona gialla. L’incontro finale con le regioni c’è stato alle 13,30. Alla riunione della Cabina di Regia erano presenti anche il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Franco Locatelli e il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. «L’uso della mascherina in questa fase di aumento dell’incidenza di Covid-19 è il primo livello di prevenzione e il suo uso può solo portare beneficio soprattutto in questo periodo di grandi spostamenti. Una disciplina omogenea in tutta Italia, a prescindere dai colori, è ora necessaria», ha detto oggi all’Adnkronos Salute l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato.

Proprio oggi l’Oms ha segnalato che la percentuale delle persone che indossa i dispositivi di protezione individuale in Europa è appena del 48%. E che se tutti indossassero la mascherina ci sarebbero 160 mila morti in meno di Covid-19. Attualmente le mascherine sono obbligatorie in centro a Padova e in Alto Adige dopo l’ordinanza del presidente Kompatscher. La Cabina di Regia sulle nuove regole anti Covid è iniziata in mattinata. La riunione del consiglio dei ministri è fissata per le 15,30. E Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) ha approvato la decisione dei sindaci sulle mascherine: «In questa fase della pandemia di Covid-19 dobbiamo ridurre al massimo i comportamenti a rischio e per farlo ritengo che indossare tutti, vaccinati e non vaccinati, la mascherina anche all’aperto è la scelta migliore. Questo perché non sempre anche quando siamo fuori casa possiamo essere al sicuro da situazioni di contagio dovute ad assembramenti».

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