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Ancora feste amare per gli albergatori: tra varianti e rischio zone gialle molte stanze restano vuote

Solo a Roma, su 1.280 strutture alberghiere ne sono state riaperte 400. A mancare sono soprattutto i turisti stranieri

Le prime denunce erano già arrivate nei giorni scorsi. Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma aveva spiegato a Radio Cusano Campus che le prenotazioni in vista del Natale stavano andando sempre peggio: «Le prenotazioni ora stanno andando male, si è bloccato il meccanismo.». Secondo Roscioli le ragioni di questo calo sono legate a due fattori: l’introduzione del Super Green pass e la paura per la variante Omicron: «Il governo sta facendo una comunicazione un po’ terroristica, tutti a casa tutti fermi, ma se andiamo a confrontare i dati con quelli dell’anno scorso, stiamo molto meglio. Fare adesso la comunicazione sul Super Green pass quando la gente ha già prenotato per le vacanze di Natale penso che crei confusione. L’Italia non riconosce metà mondo che si è vaccinato con vaccini cinesi e russi». A supportare queste tesi ci sono anche i numeri sulle prenotazioni pubblicati da Tg La7. A Roma su 1.280 solo 400 hanno riaperto negli ultimi mesi. A mancare sono soprattutto i turisti stranieri, visto che secondo gli albergatori «americani e asiatici non sono mai tornati». A Milano le cose funzionano meglio, qui grazie alle fiere c’è un po’ di movimento in più. Oltre alla paura di entrare in nuovi lockdown ci sono anche problemi relativi al Super Green pass, il certificato che sarà necessario richiedere nelle strutture alberghiere a partire dal 6 dicembre. Come averlo è chiaro: bisogna essere vaccinati o guariti dal Covid. Quello che non è ancora certo è come poterlo controllare e soprattutto come distinguerlo da un normale Green pass.


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