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Variante Covid, la previsione dell’Ecdc: «In Europa oltre la metà dei casi sarà presto Omicron»

Il livello di rischio associato alla circolazione di Omicron è valutato da «alto a molto alto». Finora i casi confermati sono 70 in 13 diversi Paesi europei

Nel giro di sei mesi più della metà dei nuovi contagi da Coronavirus sarà della nuova variante Omicron. A fare questa previsione è l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nell’ultimo report diffuso nella giornata di oggi, 2 dicembre. Il rapporto prende in esame i dati preliminari che arrivano dal Sudafrica sulla nuova mutazione, i quali suggeriscono che Omicron «potrebbe avere un sostanziale vantaggio di crescita rispetto alla variante Delta». Secondo l’Ecdc, sulla base dei modelli matematici a disposizione, la nuova mutazione Omicron dovrebbe «causare oltre la metà di tutte le infezioni da Sars-CoV-2 nell’Unione europea entro i prossimi mesi». Fino a questo momento i casi confermati di Omicron sono 70 in 13 diversi Paesi Ue. «Allo stato attuale le informazioni sono ancora incomplete – si legge nel report dell’Ecdc – ma l’ulteriore impatto nei paesi già alle prese con la variante Delta potrebbe essere molto elevato». In particolare, il livello complessivo di rischio associato alla circolazione di Omicron è valutato da «alto a molto alto».


L’Ecdc chiarisce inoltre quanto importante possa essere, in questo quadro, la sorveglianza per la diagnosi precoce della presenza della variante, oltre a misure avanzate di tracciamento dei contatti che «potrebbero aiutare a rallentare la diffusione di Omicron in Europa». Nella conclusione del suo rapporto, anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie spinge per la campagna di vaccinazione in tutti i Paesi e ribadisce la necessità di osservare le misure per il controllo della circolazione del virus: distanziamento fisico, ventilazione negli spazi chiusi, misure di igiene e mascherine.


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