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Coronavirus, in Veneto sequenziata la variante Omicron. Zaia: «Il paziente contagiato ha 40 anni e sta bene»

Il governatore del Veneto sull’aumento dei casi e delle ospedalizzazioni: «Sono arrabbiato: vaccinarsi è la soluzione. Ma resto contrario all’obbligo»

La variante Omicron è stata sequenziata oggi, 3 dicembre, per la prima volta in Veneto, nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie – Izs. A darne notizia è stato il presidente della Regione Luca Zaia, a margine della presentazione del libro Ragioniamoci sopra. La nuova variante Covid, è stata individuata in un paziente 40enne vicentino vaccinato e rientrato da un viaggio di lavoro in Sudafrica e che, secondo quanto riferito dal governatore veneto, non sta avendo particolari problemi di salute: «Sta bene». Riscontrata la positività dell’uomo, sono stati sottoposti a tampone tutti i suoi familiari, risultando anche loro positivi e si sta procedendo al sequenziamento del virus. «Siamo in massima allerta su tutto il fronte – ha sottolineato il presidente veneto – e questa novità non bella ma attesa, dimostra che la rete dei controlli, dei tamponi e delle sequenziazioni funziona efficacemente e stiamo esprimendo il massimo impegno con una media di circa 100mila tamponi al giorno e con un sistema di sequenziazione efficiente: continueremo con questo sforzo di controllo e prevenzione che è stato, è, e sarà fondamentale».


Zaia sui casi in aumento: «Sono arrabbiato: vaccinarsi è la soluzione»

Stamane il presidente Zaia ha sbottato, ai microfoni di Radio anch’io, per la situazione in continuo peggioramento nella regione: «Sono arrabbiato: non possiamo continuare a diffondere l’alibi che questo virus si cura a casa, basta. Il 93 per cento si sta curando a casa, ma senza pneumologie e terapie intensive gran parte dei 30mila malati sarebbero morti». E ancora: «Finiamola con le menate: a parità di contagiati oggi abbiamo un quarto dei ricoverati rispetto all’anno scorso, e l’83 per cento di questi non sono vaccinati. Dopodiché io non ce l’ho con i No vax – ha aggiunto – ma vaccinarsi è la soluzione».


Zaia ha dunque ribadito di essere contrario all’obbligo vaccinale. Secondo il governatore veneto la coercizione vaccinale «non ci porta da nessuna parte», oltre a essere «impraticabile», come riferito in un’intervista a La Stampa. «Qualcuno dovrebbe spiegarmi come si attuerebbe l’obbligo vaccinale, facciamo dei Tso a chi si rifiuta?», è la sua domanda. «In questo Paese non puoi nemmeno chiedere un documento di identità a una persona, mica puoi prendere uno con la forza e vaccinarlo! Penso che l`’accompagnamento coatto alla vaccinazione non ci sarà mai». E però oltre ai vaccini, per far fronte alla nuova ondata, Zaia sottolinea che è indispensabile avere «buon senso», il che include anche il doversi mettere la mascherina quando ci si trova in aree affollate. Al momento il Veneto è in zona bianca, ma Zaia ha avvisato: «La mascherina all’aperto diventa obbligatoria in zona gialla e noi probabilmente passeremo in zona gialla nel giro di qualche settimana visto l’incremento dei contagi».

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