Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

A Firenze un presepe con il ponte Morandi crollato. I parenti delle vittime: «Non c’è niente di commemorativo»

Già a Natale 2018 era stato allestito un presepe simile nel quartiere genovese Sturla che aveva sollevato molte polemiche. Il parroco della chiesa che lo ospitava fu costretto a rimuoverlo e a chiedere scusa

Fa discutere il presepe che raffigura la scena del crollo del ponte Morandi di Genova, dove il 14 agosto 2018 hanno perso la vita 43 persone. L’installazione è stata realizzata in un hotel di Firenze e riproduce con precisione il viadotto collassato, i cavi sfilacciati che penzolano dai monconi rimasti in piedi, le macerie sul letto prosciugato del Polcevera, i vigili del fuoco al lavoro per mettere in sicurezza l’area. Sotto la parte destra dell’infrastruttura, alla base delle colonne in cemento, è stata invece posizionata la classica natività, con Gesù in fasce, Giuseppe, Maria, il bue e l’asinello. La scena così raffigurata è stata definita dalla stessa struttura alberghiera come un «presepe d’artista» che è possibile andare a vedere fino al prossimo 6 gennaio nel capoluogo toscano. Stando alla descrizione offerta dall’hotel, riportata da Il Secolo XIX, accanto al collasso del Morandi sono rappresentate anche scene con malati di Covid. Sui social c’è chi definisce il presepe «indecente, orribile e di cattivo gusto».


Protestano i parenti delle vittime. «Noi possiamo immaginare, anche se con fatica, che le persone che non hanno vissuto la nostra esperienza terribile possano pensare che un presepe con i monconi del defunto Ponte Morandi possa diventare commemorativo – ha detto il presidente del comitato Ricordo vittime Ponte Morandi Egle Possetti -. Vi assicuriamo che per le famiglie che portano nel cuore quelle maledette immagini, pensando che laggiù persero la vita i loro affetti, non emerga nulla di commemorativo, per noi il ricordo passa attraverso pensieri teneri, iniziative delicate, un sorriso, una carezza, il memoriale futuro, il lavoro degli inquirenti e della magistratura, attraverso la percezione che quelle morti possano risuonare nelle orecchie delle nostre istituzioni per spronarle a fare molto di più, per non permettere mai più una tale vergogna».


Un episodio del tutto simile si era già verificato a Natale 2018, a Sturla, un quartiere di Genova. Anche in quella occasione si erano susseguite molte polemiche tanto che il parroco della chiesa dove era stato allestito, don Valentino Porcile, aveva chiesto «scusa» e ne aveva chiesto la rimozione.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: