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Olimpiadi invernali, la Cina risponde ai boicottaggi diplomatici: «Australia, Usa e Regno unito pagheranno per questo sbaglio»

09 Dicembre 2021 - 14:15 Redazione
epa09626620 People wearing face masks walk past a countdown display showing days left for the Beijing 2022 Winter Olympics, on a shopping street in Beijing, China, 07 December 2021. US officials announced a diplomatic boycott of the 2022 Beijing Winter Olympics as a result of as it described ongoing genocide and crimes against humanity in Xinjiang and other human rights abuses in China. US athletes would still be taking part in the Games. The 2022 Beijing Winter Olympics is scheduled to begin in less than two months.  EPA/ROMAN PILIPEY
Mentre cresce il fronte dei Paesi che non manderanno ministri e funzionari all'evento, la Francia si smarca: «Non boicotteremo i Giochi»
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Le Olimpiadi invernali di Pechino diventano sempre di più un caso diplomatico. Dopo l’annuncio nei giorni scorsi di Australia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada di non voler mandare le proprie delegazioni di ministri e funzionari ai Giochi, la Cina ha risposto a tono. «Hanno utilizzato la piattaforma delle Olimpiadi per la manipolazione politica», ha dichiarato oggi, 9 dicembre, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin. «E, per questo sbaglio, dovranno pagare un prezzo». I quattro Paesi hanno motivato la loro scelta dicendosi preoccupati per la situazione dei diritti umani nel Paese asiatico (ma anche, come l’Australia, per i disaccordi commerciali). La reazione della Cina è arrivata nei giorni in cui l’Unione europea sta valutando la sua posizione sul tema. Ma in Europa c’è chi si è già smarcato: il ministro francese dell’Istruzione e dello Sport, Jean-Michel Blanquer, ha dichiarato in un’intervista radiofonica che Parigi non seguirà l’esempio degli altri Paesi e manderà la propria delegazione all’evento.

Immagine di copertina: EPA/ROMAN PILIPEY

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