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Stop ai licenziamenti via email, WhatsApp e videochiamate. In arrivo la stretta del governo: cosa cambia

Da sciogliere ancora il nodo sulle sanzioni per le aziende con non meno di 250 dipendenti che non rispetteranno le nuove norme

Stop ai licenziamenti via WhatsApp o comunicati via mail, durante videochiamate, durante incontri e assemblee di routine. Il governo Draghi intende introdurre nuove norme per aumentare la responsabilità delle aziende verso i propri dipendenti, evitando che le imprese chiudano i battenti, spesso per delocalizzare in altri Paesi, licenziando di punto in bianco e senza il dovuto preavviso i lavoratori. Le nuove misure su cui stanno lavorando il ministro del Lavoro Andrea Orlando e il ministro del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti potrebbero essere inserite in un decreto apposito o in un emendamento alla legge di Bilancio, secondo quanto riportato da La Stampa. La nuove norme riguardano le imprese con almeno 250 dipendenti con l’intenzione di esubero di almeno 50 dipendenti e prevedono che il datore di lavoro che intende chiudere una sua sede o una parte della propria impresa, prima di avviare la procedura di licenziamento dei dipendenti, deve dare comunicazione con un margine di anticipo di almeno 90 giorni ai sindacati, alle Regioni, sia al ministero del Lavoro, al Mise e all’Anpal.


Le nuove regole

Il datore di lavoro dovrà inoltre indicare le ragioni della chiusura e il numero dei lavoratori e lavoratrici a rischio licenziamento. Le nuove norme riguarderanno non solo i licenziamenti collettivi, ma anche i singoli casi individuali che risulteranno nulli in caso di mancata o tardiva comunicazione e giustificazione agli enti preposti. E ancora: le aziende che intendono procedere con degli esuberi, collettivi o individuali essi siano, entro i 60 giorni dalla prima comunicazione di licenziamento dovranno presentare un piano per contenere le ricadute e gli impatti occupazioni, economici e produttivi che deriveranno dai licenziamenti, oltre che indicare quali strumenti tra quelli a disposizione (per esempio ammortizzatori sociali, ricollocazione in altre aziende, incentivi all’esodo) intendono impiegare affinché la gestione degli esuberi non gravi sui lavoratori. In caso di mancato rispetto delle nuove regole sono previste sanzioni, che sono però ancora in fase di definizione nell’articolo 12 della bozza del pacchetto anti-delocalizzazioni che verrà discusso in uno dei prossimi Cdm.


Foto in copertina: ANSA/CLAUDIO PERI

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