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Fine vita, al via la discussione in Aula sul testo: «Rischia di essere affossato come il ddl Zan»

Il dibattito proseguirà per tutta la giornata. Magi di +Europa: «Ddl gravemente insufficiente. Si sono rinviate le decisioni sui nodi non sciolti, l’esito è prevedibile»

Parte oggi a Montecitorio la discussione generale sul testo unico che contiene le norme sul fine vita. Il dibattito andrà avanti per quasi tutta la giornata. «L’Italia deve colmare il vuoto normativo sul suicidio medicalmente assistito perché in questo modo entrerà nell’era di un Paese più civile e giusto», aveva detto nei giorni scorsi il presidente della Camera Roberto Fico. «Sono convinto che si debba andare avanti, ce l’ha detto la Corte Costituzionale che ci ha dato un termine ampiamente superato, ce lo dicono le tante famiglie che soffrono. Spero che il Parlamento colmi il vuoto presto». Il Parlamento «deve dialogare in modo sereno e arrivare a una sintesi approvando leggi come il fine vita che sono al passo coi tempi». «La legge approvata in commissione deve essere migliorata», ha detto nei giorni scorsi Marco Cappato: insieme ai promotori del referendum sull’eutanasia legale, chiede che l’aula faccia delle modifiche al testo nell’ottica della mobilitazione popolare. Il rischio, avverte, è che si faccia un «frettoloso passo indietro rispetto alla sentenza della Corte costituzionale».


Il voto segreto

«Dopo anni di paralisi le Commissioni votano sbrigativamente un ddl sul suicidio assistito gravemente insufficiente. Scopo: portare in Aula un testo quale che sia, rinviando le scelte sui nodi non sciolti. Esito prevedibile: lo stesso del ddl Zan. I nodi non sciolti ora non lo saranno dopo», ha twittato Riccardo Magi, deputato e presidente di +Europa. Il percorso del ddl in effetti potrebbe non essere veloce né privo di ostacoli. Non è semplice fare una stima dei tempi e c’è chi parla di un voto prima di Natale. Tanti sono i punti interrogativi, a partire dal possibile ricorso al voto segreto. Il presidente della commissione Giustizia alla Camera, Mario Perantoni (M5s) si dice però ottimista: «La destra in commissione ha espresso una decisa opposizione al testo sul fine vita, ma abbiamo comunque aperto un dialogo serio, introducendo alcuni loro punti per loro molto importanti. Io non credo che si potrà fermare questa legge perché il Paese la aspetta», dice.


Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Coraggio Italia rilanciano su limitazioni più stringenti, mentre l’associazione Coscioni ha presentato proposte di emendamenti «ritenuti indispensabili perché, al contrario del testo attuale, la legge rappresenti un passo avanti». Il testo parte dalla sentenza del novembre 2018 in cui la Corte Costituzionale ha esortato il legislatore a varare una legge sul suicidio assistito. L’anno successivo la Corte ha anche indicato 4 pilastri: che il paziente sia in grado di intendere e volere, che abbia una malattia non reversibile, che viva sofferenze psichiche o fisiche intollerabili e che dipenda da presidi vitali.

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