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Il Veneto chiude le sale operatorie per interventi che prevedono intensiva: «Serve personale per vaccini e tamponi»

Intanto il bollettino regionale sui dati epidemiologici registra un numero di nuovi casi oltre quota 4mila. «400 bambini tra i 5 e gli 11 anni contagiati»

Dopo l’annuncio di una quasi certa zona gialla da parte del presidente Luca Zaia, il Veneto si prepara a chiudere tutte le sale operatorie. Manca personale da destinare a vaccinazioni, tamponi e tracciamento di casi Covid: per questo il direttore generale della Sanità della Regione, Luciano Flor, ha annunciato, «là dove necessario», la sospensione di tutte le attività chirurgiche «che prevedono un successivo ricovero in terapia intensiva». Una decisione forte che conferma la situazione critica del Veneto anche e soprattutto a livello di pressione sanitaria. «Per venerdì ci aspettiamo dati da zona gialla», aveva detto poche ore fa il governatore Zaia, sottolineando come la situazione epidemiologica del territorio fosse critica soprattutto per il dato sulle ospedalizzazioni.


Anche dal bollettino regionale Covid delle ultime 24 ore arriva la conferma di una piena quarta ondata. Dopo il calo tipico del fine settimana, il numero di contagi è tornano a crescere, balzando, come era stato anche pochi giorni fa, oltre quota 4mila. Dai 2.906 del 13 dicembre si è passati ai 4.088 nuovi positivi in 24 ore di oggi. Sale anche il numero dei decessi legati al virus: 16 contro i 10 di ieri. Il totale delle vittime da inizio emergenza sale così a quota 12.084. Gli attualmente positivi continuano a far registrare numeri da record, anche oggi oltre quota 1.000 in un solo giorno (+1.435). Mentre non accenna ad attenuarsi la pressione ospedaliera: +11 i ricoveri nei reparti ordinari, per un totale di pazienti pari a 997. +6 gli ingressi in terapia intensiva, con 142 posti letto occupati da casi gravi di contagio. «Nelle scuole del Veneto si registra la positività al Covid in circa 400 bambini tra i 5 e gli 11 anni su 100mila abitanti», ha fatto sapere la direttrice scolastica regionale Carmela Palumbo. «Sono forme pandemiche lievi che vanno comunque tenute sotto controllo, determinate dalle difficoltà dei più piccoli nel mantenere il distanziamento e la mascherina».


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