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Con la terza dose del nuovo vaccino Valneva aumento degli anticorpi fino a 106 volte: i primi risultati dai test francesi

Il principio di questo vaccino, diversamente da quelli che sono stati approvati fino ad ora, si basa sulla presenza del Sars-CoV-2 inattivato. Ecco di cosa si tratta

L’efficacia della terza dose del vaccino anti Covid Vla2001 di Valneva che, allo stato attuale, è in corso di valutazione da parte dell’Ema sarebbe risultata altissima, secondo gli studi portati avanti dalla stessa società farmaceutica. Si tratta di un vaccino che ha aumentato «significativamente» l’immunità in tutti coloro che lo avevano ricevuto come vaccinazione primaria. Ad annunciare i dati di un richiamo di tipo “omologo”, in uno studio di fase 1-2, è stata la stessa Valneva. 77 dei 153 partecipanti hanno ricevuto una dose di richiamo da 7 a 8 mesi dopo il completamente della loro immunizzazione primaria. La terza dose, secondo Valneva, «ha suscitato un’eccellente risposta anamnestica». «Ciò – spiegano dall’azienda – rappresenta un forte effetto di potenziamento, aumentando i livelli di anticorpi contro il virus da 42 a 106 volte». I livelli di anticorpi, rilevati dopo due settimane dal richiamo, erano 4 volte più alti rispetto a quelli osservati due settimane dopo l’immunizzazione primaria.


Come funziona

La tecnologia alla base del vaccino Vla2001 di Valneva utilizza il virus SARS-CoV-2 inattivato, quindi “ucciso”, stimolando la risposta immunitaria cellulare contro il virus e, al contempo, lo rende incapace di infettare e moltiplicarsi all’interno dell’organismo umano, stimolando altre cellule non specifiche di difesa, come come i macrofagi, i linfociti T e le Natural Killer. Oltre a ciò, il vaccino contiene due audiuvanti, ossia due sostanze che aiutano a rafforzare la risposta immunitaria. Le due sostanze audiuvanti presenti nel preparato di Valneva si chiamano «allume» e «CpG 1018».


Quando arriva in Italia

Il vaccino Vla2001 dovrebbe arrivare in Italia dopo il primo trimestre del 2022, periodo in cui si attende il via libera al vaccino da parte dell’Agenzia europea del farmaco europea. Al momento, la Commissione Europea ha stipulato con l’azienda farmaceutica Valneva l’acquisto di 27 milioni di dosi per il 2022, con la possibilità di arrivare ad acquistare ulteriori 33 milioni dosi aggiuntive nel 2023, per far fronte a possibili varianti. Il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, ha infatti dichiarato ai microfoni di Sky: «Nei primi mesi del prossimo anno potremmo avere la disponibilità anche dei vaccini di Valneva e Novavax, perché è bene che si sia una ulteriore offerta vaccinale sia per gli ingiustificati scettici, che non devono avere nessun tipo di scetticismo verso i vaccini a mRna perché si sono dimostrati sicuri, ma anche perché possono diventare preparati di più facile utilizzo. Intanto – ha concluso – si studia se modificare i vaccini sulla base delle varianti esistenti».

Foto in copertina di repertorio: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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