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«Tutta Roma sa che l’ha ammazzato lui»: il killer di Diabolik tradito dalle intercettazioni e dalle foto

Il Tribunale di Roma ha raccolto le immagini dell’agguato e alcune registrazioni ambientali che aggravano la posizione di Raul Esteban Calderon

Un video mostra il presunto assassino di Fabrizio Piscitelli, narcotrafficante e capo ultrà della Lazio conosciuto come Diabolik, mentre fugge dopo il delitto. Sono le immagini agli atti del giudice di Roma che incastrano Raul Esteban Calderon, 50 anni di origini argentine, nel giorno dell’agguato avvenuto nel parco degli Acquedotti, nella Capitale. Dai frame delle immagini pubblicati dal Corriere della Sera, si vede il sicario attraversare di corsa via Lemonia, la strada che costeggia il parco. Sul suo polpaccio destro si vede una benda: secondo la Procura di Roma e secondo il giudice che ne ha ordinato l’arresto – di cui Open ha acquisito le immagini – la fasciatura serviva a coprire un tatuaggio per evitare di essere riconosciuto. In un’intercettazione ambientale agli atti della magistratura, si sente il boss Enrico Bennato dire «l’ha ammazzato lui, lo sa tutta Roma», riferendosi a Calderon. «…Perché è morto pure quello, a sede’ sulla panchina stava, a fuma’ la sigaretta, ha preso ‘na revolverata qua dietro! E altri due de quelli là che hanno sparato, vabbè so morti quelli che hanno sparato a Leandro».


L’ordinanza del fermo

Nell’ordinanza con cui ha convalidato il fermo di Calderon, il gip scrive che «è acclarato che Calderon svolga la funzione di killer in maniera per così dire professionale». Per il Tribunale, «si tratta di un soggetto che ha contatti continuativi con altri Paesi, in particolare con la Spagna», come emerge delle intercettazioni Secondo quanto detto da Bennato, era stato allontanato temporaneamente da Roma con l’intento di farlo rientrare nel giro di un paio di mesi, «in vista di un omicidio da compiere nel mese di giugno».


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