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Battiston: «Questa non è l’ondata di Omicron, il rischio è che si arrivi a 50 mila contagi al giorno»

Per il fisico la curva è in risalita a causa della Delta. E a gennaio la situazione potrebbe peggiorare

Il fisico Roberto Battiston, direttore dell’Osservatorio epidemiologico su Covid-19 dell’Università di Trento, dice oggi al Corriere della Sera che il picco di contagi non è responsabilità della variante Omicron ma di Delta. E quindi, mentre il governo Draghi si appresta a varare la stretta di Capodanno, è probabile che l’effetto della nuova variante si veda soltanto a gennaio. Quindi il peggio deve ancora arrivare. «La seconda ondata è iniziata nell’autunno 2020 e si è esaurita a fine giugno. Poi con la variante Delta la curva è risalita: l’indice Rt ha toccato anche 1.5 ma su numeri piccoli e la crescita è stata contenuta». Poi, con la riapertura delle scuole e delle attività, a ottobre l’indice di contagio è finito sopra 1,3: insieme ai sei milioni di non vaccinati e a eventi come le proteste del porto di Trieste è responsabile del picco di oggi. Ma non di quello di domani.


Di più: secondo Battiston in questi giorni «avremmo dovuto vedere un rallentamento, ma non è così. Questo non solo per l’Rt alto, ma anche perché è il periodo prefestivo: siamo nel pieno dell’attività. E poi la terza dose l’ha ricevuta soltanto il 25% della popolazione». Per il professore quindi non è Omicron la responsabile del picco di oggi: «Basta guardare alle curve di contagio del Regno Unito e dell’Olanda, che salgono ripide. Da noi la risalita c’è, è sostenuta, ma non risponde alla logica del raddoppio ogni due giorni». Quindi la fiammata deve ancora arrivare: «Ma non è detto che le conseguenze saranno uguali». Anche se lo stesso Battiston dice che i contagi giornalieri potrebbero sfondare presto quota 50 mila: «E con un indice Rt così elevato anche gli ospedali andranno in affanno».


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