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Coronavirus, Costa: «La variante Omicron impone una riflessione sul ritorno allo smart working»

Il sottosegretario alla Salute del governo Draghi crede che, in questa fase, il lavoro agile possa «rappresentare una misura di contrasto concreta alla diffusione del virus», tanto per il settore privato quanto per il pubblico

Con il record dei contagi giornalieri spinti dalla variante Omicron – ieri, 23 dicembre, i nuovi casi hanno superato la soglia di 44mila -, si iniziano a considerare nuove misure per frenare la diffusione del Coronavirus. Anzi, le misure in questione sono tutt’altro che nuove: come nelle prime fasi della pandemia, torna nell’agenda del governo l’ipotesi di ricorrere al lavoro agile. «Quella sullo smart working è una valutazione che assolutamente dobbiamo fare – ha dichiarato il sottosegretario al ministero della Salute Andrea Costa a Radio24 -. C’è stato un momento in cui il rientro al lavoro in presenza era a mio avviso un segnale importante di ritorno alla normalità di cui il Paese aveva bisogno».


Ma per il sottosegretario alla Salute del governo Draghi, «di fronte a questa variante che si diffonde in maniera molto più rapida, credo sia ragionevole fare una riflessione e, laddove lo smart working può rappresentare un’opportunità, credo che dobbiamo prendere in considerazione l’ipotesi di tornare a farlo, specie in alcuni settori specifici, laddove non pregiudica la continuità dei servizi». Il lavoro agile, nella visione di Costa, dovrebbe in questa fase essere applicato anche nel settore pubblico: «All’interno di questo mondo variegato ci possono essere situazioni in cui può essere una misura di contrasto concreta alla diffusione del virus».


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