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Le storie dei No vax in rianimazione: «Hanno paura che li vacciniamo mentre dormono»

I racconti degli infermieri sui malati sono tutti pericolosamente simili: «Alcuni sembrano appartenere a una setta»

Nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Careggi di Firenze sono ricoverate attualmente nove persone. Otto non sono vaccinate. La divisione diretta da Adriano Petri è spaccata in due. Chi segue i malati di Covid-19 si veste con la tuta e le protezioni necessarie per evitare il contagio. E poi si dedica ai malati. Tra cui, racconta oggi un reportage di Repubblica a firma di Michele Bocci, ci sono tanti No vax. «Non mi era mai capitato di faticare così tanto per convincere un paziente a fare una procedura, anche solo un’iniezione», racconta un infermiere. «Qualcuno rifiuta addirittura di essere messo prono, posizione che permette di respirare meglio. Una volta una donna ci ha detto di non addormentarla perché era convinta che l’avremmo vaccinata nel sonno. “Sì, certo, con l’infezione in corso”, le ha detto il medico». I racconti degli infermieri sui malati sono tutti pericolosamente simili: «Alcuni sembrano appartenere a una setta». Qualcuno alla fine della degenza cambia idea: «Ci ringraziano, dicono di aver fatto una stupidaggine. Non tutti comunque, c’è qualcuno che se ne va convinto di avere ragione». Ora nel nosocomio sono preoccupati per l’aumento dei contagi: «Si vede già che l’onda sta ripartendo — dice il dottor Franci — Lo capiamo dai ricoveri in malattie infettive e negli altri reparti ordinari, che salgono». Durante le prime ondate della pandemia tutta la rianimazione di Careggi era dedicata al Covid. Ora si rischia di ricominciare da capo. Nel reparto c’è un grande orologio rosso a led. Serve a riportare alla realtà infermieri e medici stremati. «Ah, già. Buon Natale».


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