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Bassetti: «Chiudiamo il tamponificio Italia, altrimenti rischiamo il blocco del paese»

Il medico del San Martino di Genova propone di togliere la quarantena ai contatti dei positivi: «Altrimenti rischiamo 10 milioni di persone a casa a gennaio»

Togliere la quarantena ai contatti dei positivi. E chiudere il “tamponificio Italia”. Sono le due proposte di Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova. Bassetti ha parlato ai microfoni di Radio Anch’io su Rai Radio 12, ricordando che «il tampone dovrebbe essere sempre richiesto da un medico, mentre ormai c’è una corsa abbastanza assurda all’autoprescrizione: come noto, poi, specie i tamponi rapidi danno falsi negativi fino al 40% e c’è chi, forte di una falsa patente di tranquillità, se ne va tranquillamente in giro da positivo». Un problema segnalato anche dall’infettivologo Pier Luigi Lo Palco. «La colpa – sostiene Bassetti – è soprattutto di alcuni politici, che hanno accreditato l’idea che il tampone potesse sostituirsi al vaccino. Un gravissimo errore». Adesso per il dottore bisogna prima di tutto cambiare le regole della quarantena, come si appresta a fare il governo Draghi: «Per i contatti di positivi va tolta del tutto: nei prossimi giorni arriveremo a 100 mila contagi al giorno, se per ogni positivo stimiamo possibili dai 4-5 ai 10 contatti, rischiamo di avere fino a 10 milioni di persone a casa. Non ce lo possiamo permettere dal punto di vista sociale, economico ed anche sanitario». Per il dottore le regole «vanno riviste e anche molto rapidamente, altrimenti il Paese rischia di fermarsi. Oggi le scuole sono chiuse e le attività sono parzialmente ridotte per le feste natalizie ma che cosa accadrà il 15 gennaio se non cambia niente?».


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