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Nessun rinvio sul rientro a scuola, le Regioni rilanciano: «In Dad vaccinati e non con più di 4 positivi in classe»

Il governo ha confermato il ritorno a scuola tra il 7 e il 10 gennaio, nonostante le richieste dei governatori che ora preparano una mediazione sulle regole della quarantena a scuola

La trattativa sul rientro a scuola dopo le vacanze natalizie si riaccende con i governatori intenzionati a rilanciare una nuova proposta sulle regole della quarantena alle elementari e in prima media. Dopo che il governo ha respinto in giornata l’ipotesi di rinviare l’inizio delle lezioni a gennaio a fronte del crescente aumento di contagi di Coronavirus, i governatori sarebbero ora al lavoro per definire il numero minimo di contagi in classe, oltre il quale dovrebbe scattare la Didattica a distanza indistintamente se gli studenti sono vaccinati o no. In vista della riunione della Commissione salute fissata per domani 4 gennaio, le Regioni valutano tre o quattro contagi come soglia che possa far scattare la quarantena. Sotto quella cifra, invece, sarebbe prevista la sola autoserveglianza. Il rientro a scuola resta intanto confermato per tutti tra il 7 e il 10 gennaio, così come previsto dal calendario ufficiale.


Lo scontro

Il presidente della Campania Vincenzo De Luca era stato tra i governatori che con più forza hanno chiesto lo slittamento del ritorno nelle aule per gli studenti. «Nel quadro attuale di diffusione del contagio fra i giovanissimi, mi parrebbe una misura equilibrata e di grande utilità il semplice rinvio del ritorno a scuola – sono le parole di De Luca -. Prendere 20 o 30 giorni di respiro consentirebbe di raffreddare il picco di contagio, che avrà a gennaio probabilmente un’altra spinta, e di sviluppare la più vasta campagna di vaccinazione possibile per la popolazione studentesca». «Non sarebbe una misura ideale – è la sua conclusione – ma consentirebbe di riprendere a breve le lezioni in presenza con maggiore serenità per gli alunni, per le famiglie, per il personale scolastico».


Gli esperti a favore

Anche il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli aveva parlato della possibilità di ritardare di una settimana il ritorno nelle scuole offrendo come soluzione quella di recuperarla poi a giugno, in chiusura di anno scolastico. I dirigenti scolastici dal canto loro sono contrari alla Dad. Secondo l’associazione nazionale presidi, la «migliore misura da attuare dopo le feste è quella dei tamponi agli studenti prima della riapertura delle scuole». Ma il tempo corre: resta solo una manciata di giorni e uno screening completo su tutta la popolazione di studenti sembra un’ipotesi complicata da realizzare. «Noi come Anp siamo contrari a mettere in Dad i ragazzi non vaccinati perché sarebbe una discriminazione – sono le parole del presidente dell’associazione Mario Rusconi -. Se la proposta è questa o rimandare gli ingressi vuol dire che la scuola farà le spese di una serie di mancanze. Di questo passo si rischia la distruzione del settore».

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