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Obbligo vaccinale dal primo febbraio per gli over 50: la multa una tantum da 100 euro e le nuove regole

Il nuovo decreto Covid oggi in Gazzetta Ufficiale: i controlli demandati all’Agenzia delle Entrate, il consenso informato da firmare e il calendario dal 10 gennaio

La multa per chi non rispetterà l’obbligo vaccinale sarà di 100 euro una tantum. Si dovrà immunizzare chi ha già 50 anni o li compirà entro il 15 gennaio. I controlli saranno demandati all’Agenzia delle Entrate e saranno effettuati attraverso l’incrocio dei dati della popolazione residente e dell’anagrafe vaccinale. In attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ultimo decreto Covid, prevista per oggi, ecco il calendario della stretta, in attesa dei probabilissimi ricorsi dei No vax. Con qualche punto ancora da chiarire. Come quello delle ripercussioni della multa per non aver ottemperato all’obbligo vaccinale: cosa succede a chi è lavoratore? Se viene multato potrà continuare a lavorare? Poi c’è il fronte della “necessità e urgenza” che ha permesso al governo Draghi di licenziare il decreto.


I controlli dell’Agenzia delle Entrate

Come funzionerà l’obbligo vaccinale? Il decreto introduce l’obbligo di immunizzazione per tutti i cittadini italiani e stranieri, di almeno 50 anni, residenti in Italia o soggiornanti nel nostro Paese iscritti o meno al Servizio sanitario nazionale. L’obbligo sarà valido da subito, poiché le norme che lo prevedono entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione del decreto-legge nella Gazzetta Ufficiale. Le sanzioni scatteranno dal primo febbraio. Il nuovo decreto Covid rimarrà in vigore fino al 15 giugno 2022. E prevede esenzioni: la vaccinazione può essere omessa o differita se ci sono specifiche condizioni cliniche che la rendano “non indicata” e che dovranno essere attestate dal medico di medicina generale e poi valutate dall’azienda sanitaria territorialmente competente. La Asl, se concorda con il parere del medico di base, rilascerà una certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-CoV-2 nel rispetto delle circolari del ministero della salute in materia. Per chi è già stato contagiato si prevede il differimento della vaccinazione fino alla prima data utile per l’iniezione.


La differenza temporale tra l’entrata in vigore dell’obbligo e quella delle sanzioni serve a dare tempo a chi non si è ancora vaccinato per farlo. Tra prima e seconda dose possono passare 20 o 30 giorni. La multa una tantum invece sostanzia la differenza tra le norme italiane e quelle dell’Austria, che ha introdotto i vaccini obbligatori alla fine del 2021. Lì la multa è di 600 euro e viene elevata ogni tre mesi se il cittadino non va a farsi immunizzare. A Vienna non ci sono inoltre distinzioni d’età. L’obbligo vaccinale imposto presuppone l’assunzione di responsabilità da parte dello Stato. E dunque il diritto del cittadino ad essere risarcito in caso di danni provocati dalla somministrazione. Ma secondo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa nulla cambia perché una sentenza della Corte costituzionale prevede già che «in presenza di una vaccinazione di massa a tutela della salute pubblica lo Stato intervenga, e si faccia carico e indennizzi qualora ci siano danni ai cittadini».

Il consenso informato

C’è poi la questione del modulo di consenso informato che oggi si firma prima di ricevere il vaccino. Repubblica spiega oggi che la firma resta obbligatoria perché è necessario essere consapevoli dei possibili effetti collaterali. «Con il consenso informato – dice al quotidiano il presidente degli Ordini dei medici, Filippo Anelli – il medico spiega al cittadino quali possono essere le conseguenze positive e negative della vaccinazione. E firmando il consenso informato il cittadino chiara di aver compreso quanto gli è stato spiegato. Se non lo firma, la somministrazione non può avvenire». L’obbligo vaccinale vale per i professori ma non per gli studenti nelle università, così come per i magistrati e gli avvocati. Ma per l’accesso ai tribunali non è richiesta alcuna certificazione. Anche i lavoratori autonomi over 50 devono vaccinarsi. Artigiani e liberi professionisti sono anche tenuti ad avere il Super Green pass quando vanno a lavorare a domicilio e negli uffici così come negli studi.

Come hanno spiegato ieri alcune fonti di governo, chi non è vaccinato dovrà effettuare la prima dose entro il 31 gennaio per ottenere un Green pass rafforzato valido a partire dal 15 di febbraio. Chi verrà trovato senza il pass sanitario richiesto rischia una multa da 600 euro a 1.500 euro. Per i proprietari d’azienda che non adempiranno ai controlli la multa andrà dai 400 ai 1.000 euro. In più, come già succede per i lavoratori sprovvisti di Green Pass, anche i lavoratori ultra-cinquantenni che dal 15 febbraio 2022 saranno sprovvisti di Green Pass rafforzato al momento dell’accesso al luogo di lavoro saranno considerati assenti ingiustificati. Ma senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Senza però anche diritto alla retribuzione né ad altro compenso o emolumento, comunque denominati.

Il calendario delle nuove regole: cosa succede dal 10 gennaio

Il calendario delle nuove regole prevede quindi una serie di date per l’entrata in vigore delle norme degli ultimi decreti Covid. Mentre il 7 dovrebbe quindi entrare in vigore l’obbligo per gli over 50, la data più importante è quella del 10 gennaio:

  • il 10 gennaio parte la grande stretta ai non vaccinati: senza Super Green Pass non si sale sui mezzi pubblici. Anche in ristoranti, bar, alberghi, musei, palestre e piscine è necessario essere vaccinati o guariti. Il tampone non basta più;
  • Il 10 gennaio si accorciano anche i tempi per ricevere la terza dose: si potrà fare dopo quattro mesi dalla seconda, invece che dopo 5. Dal 20 gennaio;
  • a partire dal 20 gennaio il Green pass base sarà obbligatorio per accedere a barbieri, parrucchieri ed estetisti; vale fino al 31 marzo e sono escluse le “attività essenziali”;
  • il 1° febbraio scatta la riduzione da 9 a 6 mesi della riduzione della durata del Green pass;
  • il 1° febbraio il Green pass base sarà necessario anche per entrare in banche, poste e attività commerciali esclusi alimentari e farmacie;
  • il 15 febbraio, come detto, arriva l’estensione del Super Green pass sul lavoro che varrà fino al 15 giugno;
  • il 31 marzo finisce lo stato d’emergenza;
  • il 15 giugno si conclude l’obbligo vaccinale.

A partire dal primo febbraio, conclude Repubblica, i non vaccinati potranno entrare solo nei negozi che vendono beni di prima necessità o prodotti essenziali. Farmacie, supermercati, tabaccai e ferramenta: si potrà continuare a entrare senza alcuna certificazione. Un elenco dettagliato di questi esercizi commerciali sarà definito dagli uffici tecnici nei prossimi giorni e sarà sulla falsa riga delle attività che sono sempre rimaste aperte anche in zona rossa durante il lockdown. In tutti gli altri, dai negozi di abbigliamento ai centri commerciali, dall’1 febbraio sarà necessario il Green pass base.

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