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Zona arancione, quali sono le cinque regioni che ora rischiano il cambio di colore

Le regioni più vicine alla soglia per subire nuove restrizioni sono Piemonte, Liguria, Calabria, Val d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. A rischio, ma non per la prossima settimana, anche Lombardia e Lazio

Cinque regioni rischiano di andare in zona arancione, e anche se alcuni dati sono in bilico, l’andamento lascia pensare che venerdì, quando sarà presa la decisione definitiva valida a partire da lunedì 17 gennaio, la situazione non potrà essere migliorata. Stiamo parlando di Piemonte, Calabria, Liguria, Val d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Le soglie per finire in zona arancione sono due: aver superato il 20 per cento di posti in terapia intensiva occupati dai pazienti Covid e il 30 per cento dei posti nei ricoveri ordinari. Secondo l’ultimo monitoraggio Agenas questi livelli di guardia sono già stati oltrepassati da due regioni: il Piemonte e la Liguria. Il Piemonte ha il 22 per cento dei posti occupati in terapia intensiva e il 32 per cento nei reparti ordinari. In Liguria nei reparti ordinari è stato occupato il 39 per cento dei posti mentre in terapia intensiva il livello di occupazione è arrivato al 20 per cento. A rischio però ci sono altre tre regioni: la Calabria, (terapie intensive al 18 per cento e reparti ordinari al 36 per cento), la Val d’Aosta (terapie intensiva al 18 per cento e ricoveri ordinari al 46 per cento) e il Friuli Venezia Giulia, (terapie intensive al 23 per cento e ricoveri ordinari al 28 per cento).


Vicine a questi valori ma comunque lontane dall’essere a rischio zona arancione ci sono la Lombardia, con il 16 per cento di terapie intensive occupato e il 29 per cento di posti letto e il Lazio, con il 21 per cento di terapie intensive e il 24 per cento di posti letto. Il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana ha spiegato che con questo trend la regione rischia di entrare in zona arancione: «La direzione è sicuramente quella, speriamo di riuscire a fermarci prima. È difficile fare delle previsioni soprattutto perché la variante Omicron è completamente diversa». La situazione è precipitata dopo l’aumento del numero dei ricoveri, saliti di 4.250 unità nell’arco di una settimana. Al momento non c’è ancora nessuna regione in zona arancione in tutta Italia ma quasi tutto il Paese è in zona gialla: in questa fascia rientrano infatti 15 territori, comprese le province autonome di Trento e Bolzano. Sono rimaste in zona bianca solo la Sardegna, il Molise, l’Umbria, la Puglia, la Basilicata e la Campania. Come da prassi, il nuovo quadro con i colori delle regioni verrà aggiornato lunedì 17 gennaio. Secondo il bollettino diffuso il 10 gennaio dalla Protezione Civile, in questo momento in Italia ci sono oltre 2 milioni di persone positive al virus.


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