Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Monitoraggio Iss, il punto di Rezza e Brusaferro: «Crescono ancora i contagi, ma la curva è più lenta» – Il video

L’indice di contagio Rt in calo a 1,31. L’occupazione delle terapie intensive è al 17,3%, mentre i ricoveri continuano ad aumentare (31,6%)

«Cresce ancora anche se meno velocemente il tasso di incidenza di casi di Covid. Soprattutto per quello che riguarda l’area medica siamo al di sopra della soglia critica con diverse regioni oltre soglia anche per la terapia intensiva». A spiegarlo è il direttore della prevenzione del ministero della Salute Giovanni Rezza, illustrando i dati del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute. L’incidenza è infatti stabile a 2.011 casi ogni 100 mila abitanti. L’indice di contagio Rt in calo a 1,31. L’occupazione delle terapie intensive al 17,3%, mentre i ricoveri in area ordinaria continuano ad aumentare (31,6%). La panoramica è confermata anche da Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss. «Vediamo un inizio di stabilizzazione della curva ed un rallentamento dell’indice Rt rispetto alle settimane precedenti, pur nella difficoltà che le regioni hanno nel caricamento tempestivo dei dati legata al numero elevato di nuovi casi», ha spiegato.


Sono 7 le regioni a rischio alto di progressione dell’epidemia, mentre 11 sono a rischio moderato. Mentre Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia sembrano destinate alla zona arancione secondo i dati. Gli indicatori (20% dei posti letto occupati in terapia intensiva, il 30% dei posti letto occupati nelle aree mediche e un’incidenza settimanale di contagi oltre i 150 casi ogni 100 mila abitanti) puntano in questo senso.


L’Abruzzo infatti è al 31,6% per area medica e 22,2% per la terapia intensiva, il Friuli Venezia Giulia registra il 33,6% in area medica e il 22,9% intensiva, il Piemonte al 30,3% per l’area medica e il 22,8% per l’intensiva e infine la Sicilia con il 36,6% per l’area medica e il 20,2% per l’intensiva. Bolzano nel frattempo vede il valore più alto dell’incidenza in Italia, cioè di 3.468,7 (in aumento rispetto al 2.538 della settimana scorsa) mentre il valore nazionale è di 2.011 per il periodo dal 14 al 20 gennaio. Trento è al secondo posto con 2.797,2 (a fronte del 2.715,9 della scorsa settimana) e l’Emilia Romagna con 2.797,2. La Sardegna registra il valore più basso con 594,6, numero comunque in aumento rispetto a 553,7 della settimana precedente.

I numeri

Secondo la bozza nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022 l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,31 (range 1 – 1,83), in diminuzione rispetto alla settimana precedente ma ancora al di sopra della soglia epidemica. Al momento le regioni classificate a rischio alto sono 7, di cui 3 a causa dell’impossibilità di valutazione per «incompletezza dei dati inviati». Le regioni che invece risultano classificate a rischio moderato sono 11. La percentuale dei casi rilevati attraverso il tracciamento dei contatti è in aumento, ora è al 15 per cento rispetto al 13 per cento della settimana scorsa. Diminuisce invece la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi: 41 per cento rispetto al 48 per cento.

Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,01 (0,99 – 1,02) all’11 gennaio 2022 vs Rt = 1,2 (1,18-1,22) al 4 aprile 2022. Ma il testo segnala anche che diverse regioni hanno avuto problemi nell’invio dei dati del flusso individuale e non si può escludere che tali valori possano essere sottostimati. Nel documento si legge inoltre che l’incidenza settimanale a livello nazionale si è stabilizzata: 2011 ogni 100 mila abitanti (14 gennaio 202220 gennaio 2021) vs 1988 ogni 100.000 abitanti (07 gennaio 2022 -13 gennaio 2021), dati flusso ministero della Salute. Stabile anche il tasso di occupazione in terapia intensiva: è al 17,3 per cento (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 20 gennaio) vs 17,5 per cento (13 gennaio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 31,6 per cento contro il 27,1 per cento della settimana precedente.

Leggi anche: