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Coprire i ghiacciai è greenwashing. La denuncia degli scienziati: «Non li protegge dallo scioglimento»

La pratica, sempre più diffusa sulle Alpi, distrugge l’ecosistema, rilascia microplastiche e aumenta le emissioni di anidride carbonica

Coprire i ghiacciai è un esempio di greenwashing. Non aiuta a salvarli dal riscaldamento globale ma, anzi, rischia di creare molti danni all’ecosistema. La lettera aperta firmata dai ricercatori di otto istituzioni scientifiche e università italiane e 39 scienziati non lascia scampo alla pratica, sempre più diffusa sulle Alpi, di coprire i ghiacciai con dei teloni bianchi in estate, per proteggerli dal calore e dalle radiazioni solari. Non sarebbe altro che l’ennesimo tentativo di far passare per «verde» un intervento che invece porta con sé un impatto ambientale considerevole. Gli esperti hanno denunciato: «Questa narrazione rischia di creare confusione e compromettere la sensibilità ambientale che con fatica si è consolidata negli ultimi anni».


La pratica, non solo è dannosa per l’ambiente, ma è anche molto costosa. E quindi, perché è diventata così popolare? È molto semplice, hanno spiegato gli scienziati: per proteggere gli interessi economici locali legati allo sfruttamento del ghiacciaio. In questi casi, parlare di contrasto al cambiamento climatico è una mossa di puro marketing, per dare una veste positiva a una pratica che di green ha ben poco. Se infatti è vero che rivestire i ghiacciai con i teloni d’estate può aiutare a rallentare la fusione del ghiaccio, è altrettanto vero che l’applicazione e la produzione dei teloni non è affatto sostenibile. «I teloni rilasciano grandi quantità di fibre plastiche, e ancora non è chiaro dove si accumulino una volta espulse dai ghiacciai e quali siano gli effetti ambientali», si legge nella lettera. E ancora, «il carburante per alimentare i gatti delle nevi che movimentano i teloni ogni anno», contribuisce all’incremento della Co2 nell’atmosfera.


Le tecniche di copertura non rispettano l’ecosistema del ghiacciaio, «in cui vivono comunità ecologiche attive che svolgono fotosintesi e accumulano materia organica», aiutando ad assorbire l’anidride carbonica. Se il ghiacciaio viene ricoperto questi processi biologici non riusciranno a innescarsi e le comunità biologiche saranno inevitabilmente distrutte. Cosa fare dunque per proteggere i ghiacciai? Gli scienziati su questo sono chiari: l’unica soluzione è ridurre il riscaldamento globale. Anche solo rispettando gli Accordi di Parigi, e quindi contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale, «salveremo il 40% del ghiaccio oggi presente sulle Alpi».

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