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Spotify, anche Harry e Meghan contro i podcast No vax. E la piattaforma annuncia nuove linee guida

La coppia ha firmato un contratto da 1,8 milioni di sterline con la piattaforma dedicata agli audio. L’amministratore delegato Daniel Ek ha dichiarato: «Stiamo attuando modifiche per combattere la disinformazione»

Il primo è stato Neil Young, poi è arrivata Joni Mitchell e ora hanno bussato alle porte di Spotify anche Harry Windsor e Meghan Markle. L’ex coppia reale ora si occupa soprattutto di intrattenimento. Con le loro 11 società registrate tutte nel Delaware (stato americano ai limiti del paradiso fiscale) hanno in programma nei prossimi mesi di sfornare podcast, libri e serie tv sulla loro storia dentro e fuori Buckingham Palace. Harry e Meghan hanno firmato anche un contratto con Spotify, da (riportano le agenzie) 1,8 milioni di sterline. Un contratto che ora è messo in discussione dal podcast di Joe Rogan, noto per rilanciare spesso fake news. La coppia si è unita alla battaglia di Young e Mitchell e in un comunicato ha scritto: «Lo scorso aprile abbiamo iniziato a esprimere preoccupazione ai nostri partner di Spotify per le conseguenze fin troppo reali della disinformazione sul Covid sulla piattaforma. Centinaia di milioni di persone possono essere danneggiate dalla cattiva informazione ogni giorno. Contiamo su Spotify per apportare delle modifiche e continueremo a lavorare insieme se lo farà».


Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Bloomberg, ora Spotify potrebbe correre ai ripari. Il podcast di Joe Rogan non è facile da cancellare: ormai registra milioni di ascolti. La piattaforma però starebbe pensando a una serie di nuove linee guida e a un avviso che potrebbe accompagnare ogni episodio del podcast in cui si parla del Coronavirus. Al momento i contenuti di Joe Rogan sono già targati con il bollino E che indica un contenuto esplicito. La conferma che la piattaforma sia al lavoro su questo tema è arrivata anche dall’amministratore delegato Daniel Ek: «C’è stato molto dibattito sull’informazione sul Covid su Spotify. Abbiamo ascoltato le critiche e stiamo attuando modifiche per combattere la disinformazione».


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