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Un Partygate anche a Hong Kong: il ministro dell’Interno si dimette per una festa di compleanno

Caspar Tsui dice addio e si scusa con il popolo: «Non ho dato il buon esempio»

Il ministro dell’Interno di Hong Kong Caspar Tsui si è dimesso dopo la notizia della sua partecipazione a un festa di compleanno insieme a decine di funzionari e parlamentari pochi giorni dopo che le autorità avevano esortato a evitare gli assembramenti per limitare la diffusione di Covid-19. «Ho rassegnato le dimissioni e intendo lasciare l’incarico oggi», ha dichiarato Tsui in una nota. «Come uno dei principali funzionari che guidano la lotta all’epidemia, non ho dato il miglior esempio», ha aggiunto. Tsui era uno dei 14 alti funzionari del governo e dei 20 parlamentari che hanno partecipato alla festa di compleanno di Witman Hung, delegato di Hong Kong al National People’s Congress. All’evento erano presenti più di 200 ospiti. Dopo l’evento sono emerse foto di politici smascherati che cantavano e chiacchieravano, che sono diventate virali sui social network. Due partecipanti alla festa in seguito sono risultati positivi al Coronavirus, anche se uno è stato ritenuto un falso positivo. Tra i partecipanti anche il commissario di polizia Raymond Siu, che si è scusato pubblicamente, il direttore dell’ufficio immigrazione e della vigilanza anticorruzione della città Simon Peh.


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