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Calcio, traguardo storico negli Usa: la nazionale femminile ottiene la parità salariale. Rapinoe: «Giornata fantastica»

L’accordo con la Federation prevede anche un bonus complessivo di 24 milioni di dollari. La battaglia è stata guidata dalla star del calcio americano Megan Rapinoe

«È una giornata davvero fantastica. Penso che guarderemo indietro a questo giorno nuovo e diremo che questo è il momento in cui il calcio americano è cambiato in meglio». Classe 1985, Megan Rapinoe è la giocatrice che ha firmato il cambio di passo nel mondo del calcio degli Stati Uniti. Nata in California, ruolo centrocampista, il 7 luglio del 2019 a Lione è stata lei a segnare uno dei due gol che hanno permesso agli Stati Uniti di vincere il match contro i Paesi Bassi e conquistare i Mondiali. Negli ultimi anni, Rapinoe insieme a decine di colleghe ha lottato per garantire la parità salariale con gli uomini che giocano lo stesso sport. Oggi il primo traguardo: la US Soccer Federation ha firmato un accordo con cui si impegna a rendere uguali gli stipendi tra le squadre maschili e quelle femminili in qualsiasi competizione. E non solo: per riconoscere la disparità salariale avvenuta fino a questo momento è stato accordato anche un bonus di 22 milioni di dollari, a cui si aggiungono altri finanziamenti per un fondo.


«Una cosa del genere non accadrà mai più e possiamo andare avanti nel rendere il calcio il miglior sport possibile in questo paese. É una vittoria per le nuove generazioni», ha spiegato Rapinoe ai microfoni dell’emittente televisivo Abc. Oltre agli impegni sull’equità salariale e al bonus da 22 milioni di dollari, la US Soccer Federation si è impegnata ad aprire anche un fondo da 2 milioni di dollari per aiutare le giocatrici una volta finita la carriera calcistica.


Rapinoe e le altre giocatrici avevano cominciato da tempo questa battaglia: come riporta il New York Post, dopo la vittoria in Francia nel 2019 (secondo titolo di fila conquistato dopo i Mondiali in Canada nel 2015) la squadra femminile di calcio aveva invitato il pubblico a scandire lo slogan «Equal Pay». Negli Stati Uniti la differenza tra calcio femminile e maschile è evidente a livello di risultati. La nazionale femminile ha in tasca quattro titoli mondiali, due conquistati nelle ultime edizioni. Il massimo risultato di quella maschile invece è stato un terzo posto, raggiunto nel 1930 ai Mondiali in Uruguay.

La battaglia in tribunale

«È così gratificante sentire che possiamo iniziare a ricucire una relazione con la US Soccer che è stata interrotta per così tanti anni a causa della discriminazione che abbiamo dovuto affrontare. Per arrivare finalmente a questo momento sembra quasi di poter tirare un sospiro di sollievo», ha detto Alex Morgan, un’altra calciatrice che come Rapinoe ha partecipato a questa battaglia. Per ottenere un risultato le giocatrici nel 2019 aveva portato in tribunale la US Soccer Federation. Allora le accuse delle giocatrici andavano oltre la parità salariale e riguardavano anche la disparità di trattamento nella gestione dell’assistenza sanitaria e nelle attrezzature usate per gli allenamenti.

Foto di copertina: ANSA | Megan Rapinoe, centrocampista della nazionale femminile di calcio dopo aver segnato un gol nella finale dei Mondiali 2019

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