Calcio femminile, la Nazionale Usa sulla parità salariale fa sul serio: trascina la Federcalcio in tribunale

Fallito il tavolo di trattativa tra le giocatrici della nazionale statunitense di calcio e la Federazione. Il caso finisce in tribunale

È fallito dopo due giorni di discussione il tentativo di patteggiamento tra le giocatrici della nazionale femminile di calcio degli Stati Uniti e la Us Soccer Federation, la Federazione di calcio statunitense, anche in tema di parità salariale rispetto ai colleghi uomini. 

Il caso delle giocatrici della nazionale statunitense, vincitrice del Mondiale 2019 per la seconda volta consecutiva, finirà in tribunale. Le 28 giocatrici della nazionale statunitense, nel marzo 2019, avevano fatto causa alla Federazione accusandola di «discriminazione di genere istituzionalizzata». 

L’esposto delle giocatrici riguardava non solo la diversità di trattamento salariale, ma anche la netta differenza di trattamenti medici e sanitari, la scarsità di strutture per gli allenamenti e la disparità di investimenti per sponsorizzare su base nazionale il settore femminile predisposti dalla Federazione. 

Anche la nazionale maschile statunitense ha pubblicamente sostenuto le istanze del team femminile, accusando la Federazione Usa e il presidente Carlos Cordeiro di «minimizzare il contributo [della squadra femminile, ndr].

«Si tratta – continua la nota del team della nazionale maschile – dell’ennesimo episodio di conflitto da parte della Federazione che pensa soltanto ad aumentare i guadagni e i profitti senza la benché minima idea di come investire questi soldi per far crescere lo sport».

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