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«Conseguenze mai viste prima se intervenite»: perché Putin minaccia la guerra atomica

Il discorso dello Zar è sibillino ma la minaccia è chiarissima. E servirà a terrorizzare i vicini e l’Occidente. Ma rispecchia anche le ultime svolte politiche di “Vlad the Mad”. Ecco perché

«Chiunque tenti di crearci ostacoli e interferire sappia che la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima. Siamo preparati a tutto». Nel discorso con cui ha annunciato la guerra contro l’Ucraina Vladimir Putin ha pronunciato parole chiare nei confronti dell’Occidente. L’«operazione militare speciale» contro Kiev non deve essere ostacolata dall’Europa o dagli Stati Uniti. Altrimenti cosa? Per comprendere la minaccia bisogna tornare al 21 febbraio scorso. Ovvero al primo discorso di Putin in tv. Quello in cui ha denunciato l’inesistente genocidio del Donbass. E in cui ha posto le basi dell’invasione.


Mosca e il nucleare

È lì che accusando Kiev di essere «serva dei padroni occidentali» ha anche detto che «in Ucraina le armi occidentali sono arrivate con un flusso continuo, ci sono esercitazioni militari regolari nell’ovest dell’Ucraina, l’obiettivo è colpire la Russia. Le truppe della Nato stanno prendendo parte a queste esercitazioni, almeno 10 sono in corso, ed i contingenti Nato in Ucraina potrebbero crescere rapidamente. Kiev voleva le armi nucleari per aumentare la tensione. Ora userà la minaccia nucleare». L’accenno all’atomica è il segnale di una minaccia. Putin accusa preventivamente il nemico di avere l’intenzione di appropriarsi di armi nucleari per avere un deterrente. E in questo modo implicitamente già apre al suo utilizzo.


Secondo il giornalista e Premio Nobel per la pace russo Dmitry Muratov proprio le frasi sulle “conseguenze mai viste” fanno pensare ad una guerra atomica: «Nelle sue mani – dice il direttore di Novaya Gazeta – il comandante in capo rigira il pulsante nucleare come il portachiavi di una macchina di lusso». Anche Anna Zafesova dice oggi su La Stampa che non leggere la minaccia atomica dietro quelle frasi è difficile. E la giornalista e scrittrice sostiene che così si accresceranno le paure dei paesi vicini, a partire da quelli Baltici, che potrebbero essere le prossime vittime dello zar. L’Alto rappresentante Ue per la Politica estera Josep Borrell al suo arrivo al Consiglio europeo straordinario sulla risposta Ue all’invasione russa dell’Ucraina lo ha detto chiaro e tondo: «Una soluzione diplomatica al momento è completamente esclusa visto questo che è successo: una potenza nucleare, un Paese con armamenti nucleari, sta lanciando un attacco brutale e ingiustificato contro il suo vicino e minaccia chiunque voglia andare in soccorso dell’Ucraina con armi nucleari. Realizzate quanto sia grave questa situazione?».

Vlad the Mad?

Il Financial Times all’inizio di febbraio lo aveva ribattezzato “Vlad the Mad“. Sostenendo che la maggior parte dei commentatori occidentali costruivano previsioni sulla Russia e l’Ucraina partendo dal presupposto di avere a che fare con un interlocutore ragionevole e razionale. Ovvero un dittatore spietato e calcolatore, pronto a prendersi dei rischi ma senza premere l’acceleratore fino in fondo. Invece altri analisti temono invece che Putin stia diventando sempre più paranoico e quindi pericoloso. E soprattutto, ha deciso di circondarsi di nazionalisti e di dedicarsi alla storiografia, pubblicando saggi sull’Ucraina e sulla seconda guerra mondiale in cui accusa Gran Bretagna e Francia di essersi accordate con Hitler per fargli attaccare l’Unione Sovietica. Ma c’è anche un’altra tesi. Che parte dalla teoria del pazzo attribuita a Richard Nixon, ovvero quella condotta della politica estera di un leader che tenta di spaventare i propri nemici facendo loro credere che li si potrebbe attaccare con metodi sproporzionati. Proprio per convincerli ad arrendersi o a restare neutrali. E allora Putin potrebbe minacciare l’uso dell’atomica proprio per evitare di doverla usare.

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